SoundArtVerona
Jennifer Walshe in performance
a cura di Andrea Molino
in collaborazione con la Fondazione Claudio Buziol
18-19-20 settembre 2009, ore 14 – Veronafiere, hall principale (tra i padiglioni 10/11)
Con la multiforme partecipazione della vocalist e performer irlandese Jennifer Walshe si inaugura il prossimo settembre un’appassionante collaborazione tra la sezione SoundArt di ArtVerona e la programmazione musicale della Fondazione Claudio Buziol di Venezia, curata da Andrea Molino. L’obiettivo è di creare un legame solido e di lunga portata su progetti non convenzionali e multidisciplinari: la necessità di pensare l’arte al di fuori dei comuni schemi divisori, la riflessione sul ruolo delle performing arts - la musica e il teatro musicale in particolare - nel tessuto collettivo della società contemporanea e l’attenzione alla tecnologia della comunicazione applicata all’arte sono infatti solo alcuni dei punti cardine che ArtVerona e la Fondazione Buziol hanno scoperto di condividere e intendono sviluppare insieme.
L’eclettica irlandese Jennifer Walshe, nonostante la giovane età, è ormai un punto di riferimento stabile nel panorama internazionale della ricerca e sperimentazione musicale e artistica. Festivals e istituzioni internazionali al massimo livello l’hanno invitata e hanno commissionato suoi lavori: dai leggendari Ferienkurse a Darmstadt, dove ha ricevuto il Kranichsteiner Musikpreis, a März Musik a Berlino, che le ha commissionato Physics for the Girl in the Street, portato poi in tour a Colonia e Wiesbaden; da Wien Modern a Vienna, con My Extensive Relationship with Mr. Stephen Patrick M., allo scholarship della Foundation for Contemporary Arts di New York, dove risiede attualmente. Anche in Italia Jennifer Walshe non è una novità: nel 2008 ha partecipato al Festival Contemporanea all’Auditorium-Parco della Musica di Roma con XXX_LIVE_NUDE_GIRLS!!!, un’opera da camera per bambole Barbie. Sarà artist in residence alla Fondazione Claudio Buziol a partire da metà settembre a fine anno, in collaborazione con la RTE Symphony Orchestra di Dublino, e la partecipazione ad ArtVerona sarà il suo debutto pubblico in questa veste; a Venezia parteciperà poi a diverse altre attività della Fondazione, tra cui il World Venice Forum, l’evento internazionale dedicato all’iniziativa del Dalai Lama per la fondazione della Corte Penale Internazionale per l’Ambiente, e la prima edizione del Festival dei Matti.
La sua partecipazione a SoundArt è “multiforme” non solo per le diverse occasioni in cui si esibirà, ma anche per una particolare caratteristica che è probabilmente la più spettacolare e intrigante del suo percorso artistico: la Milker Corporation, il “collettivo” di artisti con il quale si presenta al pubblico, altro non è che l’insieme degli alter ego che rappresentano le diverse modalità artistiche del lavoro di Jennifer Walshe, con un procedimento che richiama facilmente alla memoria, in ambito letterario, i celebri eteronimi di Fernando Pessoa. Così personalità diverse assumono identità diverse: per esempio, la fonte di ispirazione di Violetta Mahon (“nata a Dublino nel 1976, si è diplomata all’University College di Dublino nel 1998”) sono i sogni, nonostante che “le preoccupazioni inconscie codificate simbolicamente nei suoi sogni vengano oscurate e codificate ulteriormente attraverso la sua pratica artistica”; Detleva Verens “lavora esplorando la spazializzazione del suono e la sonorizzazione dello spazio”; The Dowager Marchylove invece, che vedremo a Verona insieme a Ukeoirn O'Connor, si veste in modo non dissimile ad un ussaro ed “eruttò già adulta dalla fronte dell’Arcivescovo Jack Fox nel 1997, sbocciando nel mondo come un fiore d’avorio e portando con sé un grande, grande amore per tutti i suoni sporchi.”
18 settembre:
Kurt Schwitters: Ursonate (excerpt - duration ca 8 minutes)
Jennifer Walshe: Nature Data (duration 10 minutes)
19 settembre:
The Dowager Marchylove: The Wasistas of Thereswhere (duration ca. 15 minutes)
20 settembre:
Jennifer Walshe: G.L.O.R.I. (duration 3 minutes)
Ukeoirn O'Connor: Three Songs (duration 8 minutes)
The Beatles: Happiness is a Warm Gun (duration 4 minutes)
“I suoni che mi interessano comprendono quelli che sentiamo sempre ma che sono solitamente considerati imperfetti o ridondanti: ramoscelli che schioccano sopra un fuoco acceso, la carta strappata, il respiro e suoni di strumenti che non sono solitamente considerati “belli”. Credo che questi suoni abbiano la loro propria bellezza, come possono avere i sassolini della spiaggia o i graffiti.”
Jennifer Walshe


