La ricerca di forme di espressione musicale contemporanea e la rivalutazione di spazi urbani significativi all’interno di Path Festival

Path Festival, rassegna di musica e cultura elettronica promossa dall’associazione Morse, giunge quest’anno alla quarta edizione e, grazie anche al supporto dell’ESU, entra a far parte di Festival Veronetta come evento collaterale di ArtVerona. Il tema dell’edizione 2017, condensato nell’hashtag fleshdance, prosegue nella direzione segnata gli scorsi anni verso la ricerca di quelle zone di confine in cui il digitale incontra e ridefinisce l’umano, ponendo l’accento questa volta sull’aspetto della performance in ambito musicale. In un orizzonte artistico sempre più condizionato dalle potenzialità espressive date dalle nuove tecnologie, torna a farsi sentire con urgenza il valore del corpo: un corpo fatto di carne, muscoli, sangue, sudore; un corpo ingombrante, disturbante, scomodo; un corpo anche forzatamente esibito, che turba le architetture apollinee di una certa estetica musicale, per entrare con forza a reclamare la sua presenza rivoluzionaria. Ecco quindi la flesh-dance: la carne da un lato, la danza dall’altro; forze creatrici di una comunità che ritrova nell’esperienza estetica e rituale elementi di espressione, lotta, bellezza. Questo valore aggiunto, dato dalla presenza del corpo nella pratica musicale, risulta evidente in diversi appuntamenti proposti, a partire dal lavoro di Pan Daijing, un ibrido di live set e performance art, che mischia disturbanti pratiche fisiche con sonorità industrial e harsh noise. Altre volte, come nel lavoro di Andrea Belfi, l’azione performativa si lega al gesto musicale e assume in questo senso quasi una connotazione sportiva, in cui la perfetta calibrazione dei movimenti interagisce con le possibilità tecniche delle strumentazioni elettroacustiche. Come momento conclusivo abbiamo ritenuto interessante proporre uno sleep concert, curato da Nicola Ratti, per chiudere simbolicamente la rassegna con un’esperienza di ascolto...

Annunciata la giuria per lo Sustainable Art Prize

Fabio Pranovi, Riccarda Mandrini e Carlo Sala aggiudicheranno ad ArtVerona 2017 il premio dedicato ai temi dello sviluppo sostenibile promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia L’Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con ArtVerona ha scelto i tre giurati chiamati in fiera per assegnare la prima edizione dello Sustainable Art Prize. Per individuare il vincitore del premio rivolto ad artisti o collettivi che lavorino sui temi della sostenibilità sociale, economica e ambientale i promotori hanno formato una giuria dalle competenze trasversali. Quale Presidente è chiamato il Professor Fabio Pranovi, esperto di ecosistemi e tecnologie ambientali, nonché delegato del Rettore cafoscarino per la Sostenibilità. Ad affiancarlo vi saranno Riccarda Mandrini, nota giornalista dell’arte e contributor per ArtEconomy24, e Carlo Sala, fra i più attivi curatori italiani dediti alla scoperta di giovani talenti. I tre giurati riceveranno supporto dallo storico ed economista dell’arte Diego Mantoan nella veste di Segretario. Il premio consiste nella produzione di un’installazione, di una mostra o di una performance che si leghi ai temi della sostenibilità e da realizzare negli spazi dell’Università Ca’ Foscari a Venezia nell’autunno del 2018. All’artista vincitore verrà messo a disposizione un budget pari a € 5.000,00 per la realizzazione dell’opera in collaborazione con l’Ufficio Progetti Speciali – Ca’ Foscari Sostenibile e assieme agli studenti dell’Ateneo veneziano. Ca’ Foscari prevede inoltre la copertura delle spese connesse a organizzazione e comunicazione del progetto complessivo, fra cui i costi di coordinamento e allestimento, vernissage e coinvolgimento studenti, eventuali attività collaterali e catalogo. Fino al 13 ottobre 2017 tutte le gallerie e gli espositori presenti in fiera possono candidare da uno a tre propri artisti presenti...

ArtVerona, una fiera che dà spazio e voce al migliore sistema italiano. La parola a Silvia Evangelisti.

Docente e vicepresidente della Scuola di Lettere e Beni culturali di Bologna, ha diretto per dieci anni Artefiera a Bologna e da quest’anno è entrata nel board di ArtVerona come consulente.  In questa breve intervista, abbiamo cercato di cogliere qualche piccolo segreto del mestiere e di capire cosa rende una fiera un appuntamento di mercato dal quale non si può prescindere. Quali elementi ritiene siano più interessanti nel percorso di ArtVerona e come si costruisce una strategia per dare carattere ed identità non scontati ad una fiera? ArtVerona è nata all’aprirsi del nuovo millennio, precisamente nel 2004, con il dichiarato e coraggioso progetto di rivolgersi alle gallerie d’arte contemporanea italiane – questo non significa certo una limitazione nei riguardi di artisti internazionali naturalmente. A mio parere una strategia di questo genere, oltre ad essere come dicevo coraggiosa, testimonia soprattutto una concezione di fondo aperta e non provinciale. Nel campo dell’arte contemporanea noi italiani, critici, galleristi e artisti, patiamo una situazione di sostanziale emarginazione dal grande mercato internazionale del contemporaneo, e ciò avviene nonostante nel nostro paese operino galleristi e artisti di straordinaria qualità. Senza entrare nel merito delle molte ragioni che determinano questo fatto, e senza sottovalutare gli interessanti ma rari esempi di impegno per superare questo gap, spesso siamo noi stessi a non sostenere con forza il nostro mercato, preferendo non di rado esporre alle fiere internazionali artisti non italiani e non facendo un vero gioco di squadra tra gallerie italiane. Questo, a mio parere, è provincialismo. ArtVerona si è subito posta in controtendenza rispetto a questo atteggiamento, non inseguendo un’internazionalità di secondo livello ma cercando di dare...

“L’esistenza è meravigliosa nella sua relativa debolezza”. Dialogo con Luigi Ontani, protagonista della mostra Il mio corpo nel tempo ad ArtVerona

Artista dall’immaginario ibrido, affabulatore, eccentrico, ha lavorato fotografia e ceramica, acquarello e cartapesta, Luigi Ontani è uno dei protagonisti della mostra Il mio corpo nel tempo. Lüthi, Ontani, Opalka che apre la stagione autunnale delle rassegne d’arte del 2017. In programma alla Galleria d’Arte Moderna A. Forti – Palazzo della Ragione e curata da Adriana Polveroni e Patrizia Nuzzo, è uno dei principali Collateral della 13^ edizione di ArtVerona. In abito verde di seta tessuto a mano, scarpe di coccodrillo appuntite “come quelle di certi sarti zoppi di paese” e una spilla che lo ritrae in uno dei suoi più celebri ritratti metà uomo e metà satiro, Luigi Ontani è come un’apparizione fuori da ogni tempo e ogni luogo. Nell’acuto ritratto che Goffredo Parise ne fece sulle pagine del Corriere della Sera del 1983 lo descrisse come un “Narciso innocente e folle, perennemente sotto i riflettori non della cronaca, ma dei passanti”. Autodidatta -frequenta solo un corso di nudo- si innamora degli scritti di Apollinaire, Palazzeschi, Pirandello. Negli anni Sessanta si recava all’antica bottega Federici di Bologna dove scopriva l’elaborazione dell’artigianato, in particolare delle cornici e delle dorature. Si lascia affascinare dal ready-made, ma sfugge a qualsiasi tipo di corrente o di definizione perché il suo è un eterno tentativo di esprimere “l’impossibile, l’improbabile, l’eccezione”. Le sue parole sono voli pindarici, virtuosismi nei quali ci si perde come in un viaggio trasversale alla cultura di tutti i tempi e di tutte le forme, dalla letteratura alla geografia, al teatro, all’arte, naturalmente.   Eclettico, poliedrico, demiurgo, sultano, ma soprattutto “Narciso”, come spesso viene definito. Un Narciso che non soccombe di...

ArtVerona annuncia l’elenco degli espositori della 13 ª edizione: 135 gallerie, 14 nuovi spazi indipendenti, 20 realtà del settore editoria.

Aumento di fiducia nel progetto e riconoscimento del percorso svolto in questi anni: così si presenta la 13ª edizione di ArtVerona, in programma dal 13 al 16 ottobre 2017 a Veronafiere, forte di una selezione di 135 gallerie, di cui 30 presenti per la prima volta a Verona. A queste si aggiungono le 14 nuove realtà indipendenti e le 20 del settore editoria. Da quest’anno sotto la direzione artistica di Adriana Polveroni e forte della partnership con ANGAMC – Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, la manifestazione, riconosciuta tra le realtà più vivaci e innovative del settore, concentra le proprie azioni sulla qualità e sulla cura delle proposte espositive, puntando alla valorizzazione del sistema dell’arte italiano. Focus dell’edizione è Viaggio in Italia #backtoitaly, a sottolineare la vocazione italiana della manifestazione e la volontà di sostenere gli artisti e il mercato che li rappresenta in sinergia con l’intero sistema dell’arte. Nei due padiglioni, tradizionalmente dedicati al Moderno e al Contemporaneo, sono cinque le sezioni espositive: Grand Tour e Scouting, novità di quest’anno, Main Section, Raw Zone e i8-spazi indipendenti. Grand Tour è la sezione che esplicita al meglio il tema del “Viaggio in Italia”. Con questa formula si vuole sottolineare il fascino che il nostro Paese ha esercitato sugli artisti, tanto da essere stato – e forse da esserlo tuttora – preziosa fonte di ispirazione. In quest’area confluiscono le realtà straniere presenti nel nostro Paese e le gallerie italiane all’estero che “riscendono” nella Penisola, interpreti di una nuova idea di “viaggio”. Nel padiglione del Contemporaneo, insieme alle 6 realtà di Grand Tour, le 12 gallerie di ricerca della sezione Scouting e...

Presentata oggi la 13^ edizione di ArtVerona | Art Project Fair

Viaggio in Italia #backtoitaly, networking arte-impresa, giovani artisti e collezionisti tra gli obiettivi della nuova direzione artistica di Adriana Polveroni Negli spazi di h+, circuito di coworking milanese, è stata presentata oggi ArtVerona | Art Project Fair alla guida della quale, a partire dalla prossima edizione, c’è Adriana Polveroni. Dal moderatore, allo spazio agli ospiti, tutto parlava il linguaggio dell’arte contemporanea. Una fiera che sta definendo in maniera sempre più netta la propria identità, “un meccanismo di produzione culturale”, come l’ha definita Cristiano Seganfreddo. ArtVerona 2017 è una fiera in crescita con 130 gallerie partecipanti, quattro sezioni espositive – Main Section, Raw Zone, Scouting, i8 – spazi indipendenti– e progetti culturali di ricerca. Questa crescita è dovuta anche ad un investimento da parte di Veronafiere che ha messo in relazione questa manifestazione con le più importanti fiere italiane di altri settori, dal marmo al vino, come hanno precisato Barbara Balsevich del Consiglio di Amministrazione di Veronafiere S.p.A. ed Elena Amadini, vice direttrice commerciale della Fiera di Verona.  “Viaggio in Italia #backtoitaly è il tema portante di questa edizione con cui si vuole sottolineare il fascino che l’Italia continua ad esercitare sulle nuove generazioni di artisti, troppo spesso poco valorizzati nel sistema dell’arte internazionale. Fondamentali in quest’ottica i premi che come obiettivo comune hanno la promozione del sistema dell’arte, a partire da Level 0, alla sua quinta edizione che vede i direttori dei principali musei d’arte contemporanea scegliere altrettanti artisti da esporre nei propri spazi. Nascono nuovi premi tra cui Sustainable Art Prize, nato da una collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia dedicato al tema della sostenibilità e il Premio Fotografia under 40 che sottolinea la trasversalità di questo medium nell’attuale produzione...