13-16 OTTOBRE 2017 | ART PROJECT FAIR

13ª EDIZIONE

Path Festival

path_artveronaUna produzione Morse
col patrocinio di Comune di Verona

main partner ESU Verona

partner
Accademia di Belle Arti di Verona, ArtVerona, Interzona, Mart, SABAP Verona

col supporto di
AGSM / Apart / Visiva / Zýmē

media partner
ATP diary / Noisey / Salmon magazine / SentireAscoltare / Soundwall / The New Noise / Ursss.com

tecnica e ospitalità
Bridge Film Festival / Osteria Morandin / Reverse / Rocket Radio / Studio Impresa

network
Crispy / MAGMA / Node

progetto grafico
Studio Misirizzi

 

 

 

 

Path Festival, rassegna di musica e cultura elettronica promossa dall’associazione Morse, giunge quest’anno alla quarta edizione. Il tema dell’edizione 2017, condensato nell’hashtag fleshdance, prosegue nella direzione segnata gli scorsi anni verso la ricerca di quelle zone di confine in cui il digitale incontra e ridefinisce l’umano, ponendo l’accento questa volta sull’aspetto della performance in ambito prettamente musicale. Il valore aggiunto dato dalla presenza del corpo alle nuove possibilità espressive in ambito tecnologico risulta evidente in molti degli eventi proposti nel Festival, a partire dal lavoro di Pan Daijing, un ibrido di live set e performance art che mischia disturbanti pratiche fisiche con sonorità brutal e harsh noise. Altre volte, come nel lavoro di Andrea Belfi, l’elemento performativo si lega al gesto musicale ed assume in questo senso quasi una connotazione sportiva, in cui la perfetta calibrazione dei movimenti interagisce con le possibilità tecniche delle strumentazioni elettroacustiche. Come momento conclusivo del Festival abbiamo ritenuto di proporre uno sleep concert, curato da Nicola Ratti, per chiudere simbolicamente la rassegna con un’esperienza di ascolto semi-cosciente, in cui il corpo possa abbandonarsi ed abbandonare il suo ruolo centrale, dando spazio ad una modalità di ascolto più rilassata ed onirica. Al di là delle performance live, il Festival dedica anche quest’anno ampio spazio alle sezioni collaterali di talk e workshop, oltre ad ospitare alcuni lavori di artisti che lavorano in ambito di sound art e sound design.

 

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PROGRAMMA
Giovedì 12 ottobre

ore 20.30 | Chiostro della Soprintendenza
Apertura Festival e aperitivo inaugurale
Matteo Vallicelli (Captured Tracks | It) LIVE
Bellatrix? (Veleno Viola | It) DJ SET

Venerdì 13 ottobre

ore 18.30 | Rocket Radio
Vincenzo Santarcangelo (Artribune): Oggetti, eventi, suoni. Per un’estetica della performance • Talk

ore 19.30 | Rocket Radio
Simone Frangi (Live Works): Performance beyond bodies • Talk

ore 21.30 | Teatro Camploy
Silvia Kastel (Blackest Ever Black | It/De) • live
Pan Daijing (PAN | Chn/De) • live

Sabato 14 ottobre

ore 18.30 | Rocket Radio
Roberto Fazio: Human-Machine Interface in Arts • Talk

ore 19.30 | Rocket Radio
Trevor Jackson intervistato da Damir Ivic • Talk

ore 20.30 | Provianda di Santa Marta
Giovanni Lami presenta BIAS (Consumer Waste | It) • Live
Andrea Belfi (Float | It) • Live
Mohammad (PAN | Gr) • Live

ore 23.30 | Colorificio Kroen
Mace. (Lux / Angoisse | It) • Dj
Shit and Shine (Diagonal / Editions Mego | Uk / Usa) • Live
Trevor Jackson (NTS / Playgroup / Metal Dance | Uk) • Dj
Shinoby (Istheway | It) • Dj

Domenica 15 ottobre

 

ore 23.30 | Ex convento delle Clarisse, Corte Maddalene
Sleep concert – a cura di Nicola Ratti

S/V/N: Sounds selection • Dj
Donato Epiro: Canti Magnetici • Live
Nicola Ratti: The Collection, extended play • Live
Discipula: How Things Dream: Morpheus • Live

 

 

 

 


LAB / WORKSHOP
sabato 14 e domenica 15, Corte Maddalene ore 11.00 - 18.00

HI-BOOK
A cura di Martin Romeo

È possibile coniugare l’oggetto “libro” con le più avanzate tecnologie interattive? Il workshop fornisce mezzi e conoscenze per animare e rendere sensibili testo e immagini attraverso l’apprendimento del software Vvvv e dispositivi di lettura diretta come una webcam/Kinect.

Domenica 15, ore 21.00 - 22.30 c/o Corte Maddalene

SOUNDS
A cura di Adriano Siesser (Mart)
Il Mart propone un’esperienza che coinvolge i partecipanti in esercizi grafici e sonori. Grazie all’utilizzo di materiali conduttivi le grafiche personali diventano interattive, trasformandosi in un’installazione sonora collettiva.


Location
Chiostro della Soprintendenza di Verona
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Chiostro della Soprintendenza di Verona Corte Dogana 2

Il laboratorio di restauro della Soprintendenza è situato all’interno dello storico palazzo della Dogana di San Fermo, uno dei poli più importanti del complesso sistema doganale veronese. Fu energicamente sostenuta dai mercanti cittadini, e autorizzata dalla Serenissima nel 1743. L’edificio, progettato dal Conte Alessandro Pompei, è articolato attorno ad un ampio cortile centrale rettangolare, con colonnato gigante di ordine dorico sul lato opposto all’ingresso, e un grande peristilio a doppio loggiato sui tre lati (che andava ad ampliare l’originale progetto, che prevedeva la presenza dei “fondachi” solamente a piano terra), andava così a connotare ulteriormente in maniera classicista l’imago urbis cittadina, già caratterizzata dal Teatro Filarmonico, dal Museo Maffeiano, dalla Fiera, ideali prosecutori del carattere romano della città.

Polo Universitario Santa Marta
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Polo Universitario Santa Marta | Via Santa Marta 6

La Provianda di Santa Marta è un complesso di archeologia industriale situato nel centro storico di Verona, nel quartiere Veronetta. Fu progettato dalla Genie Direction austriaca di stanza nella città scaligera e costruito tra il 1863 ed il 1865. Originariamente era destinato alla produzione di pane e gallette, al deposito e all’amministrazione di altri generi di sussistenza, ma a partire dal 2009 ospita i dipartimenti di economia dell’Università di Verona.

Teatro Camploy
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Teatro Camploy | Via Cantarane 32

Il recupero architettonico e il conseguente utilizzo culturale del Camploy ha valorizzato un percorso della memoria urbana di Verona che ha visto quell’edificio prima innalzato come Chiesa di S. Francesco D’Assisi, poi ospitare il collegio degli Artigianelli per poi divenire asilo notturno denominato Camploy dal nome del suo donatore al Comune di Verona. L’iter di realizzazione del Teatro Camploy è stato lungo e complesso, durato 16 anni, dal 1982 al 1998 con alcune battute d’arresto. Ma grazie all’Architetto Rinaldo Olivieri siamo arrivati ad un teatro nuovo e splendido che unisce in felicissima sintesi una struttura ottocentesca alle più ardite esperienze dell’architettura moderna, coniugando funzionalità ed eleganza. Un nuovo teatro che esprime la sua spazialità e il disegno planimetrico nella continuità delle tradizioni dell’architettura teatrale veneta di cui l’Olimpico di Vicenza e il Teatro Romano di Verona sono tra gli esempi più significativi. Sull’esterno viene deciso il massimo recupero possibile della struttura preesistente: viene ripresa la facciata e la parete est verso Porta Vescovo e parte dell’abside, tutto in una composizione improntata a una semplicità e a un rigore quasi francescano. All’interno con grande libertà espressiva viene data la massima attenzione alla qualità dello spazio come unica espressione architettonica. E’ orchestrata la composizione su diagonali e asimmetrie che dilatano lo spazio reale permettendo al fruitore una messa in scena che inizia già entrando nel foyer del teatro.

Corte Maddalene
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Corte Maddalene

Il complesso edilizio di Corte Maddalene è una delle poche testimonianze dell’antico tessuto monastico e conventuale di cui era ricca la zona di Veronetta nel XIV secolo. Fu il primo monastero delle Clarisse ad essere fondato a Verona. Qui le suore dell’ordine francescano si insediarono a partire dal 1200. Ora vi trovano spazio una residenza per studenti e diverse aule studio gestite dall’ESU.

Colorificio Kroen
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Colorificio Kroen | Via Antonio Pacinotti 19

Colorificio Kroen è un circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica: oltre ai concerti e agli eventi in programma, nel circolo troveranno spazio anche corsi, laboratori e workshop aperti agli associati.

Rocket Radio
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Rocket Radio | Via Arduino 6

Da semplice passatempo tra amici a punto di riferimento per gli amanti della musica. Rocket Radio, web radio veronese nata nel 2014 dalla passione di Manuel Piccoli, Michele Maccioni e Alberto Sona per la ricerca musicale. I tre hanno organizzato alcuni degli eventi più celebri della scena underground cittadina degli ultimi anni, tra i quali Path Festival e le serate Soho. La web radio è divenuta in breve tempo una vera e propria «community» che accoglie musicisti, appassionati e cultori da tutta Italia e dall’estero.

Brevi biografie dei principali artisti
Trevor Jackson

Trevor Jackson è un artista visivo e produttore audio attivo da oltre 20 anni. Designer, direttore artistico, video-maker ha esposto tra l’altro all’ICA, come al Baltic, al Guggenheim e al Barbican, oltre ad aver lavorato per BMW, Coca-Cola, Nike, Stone Island e molti altri. La sua Output Recordings ha introdotto nuove frontiere, sia per scelte artistiche in termini di proposte musicali (Four Tet, Lcd Soundsystem, Luke Abbott, Mu…), sia nella cura estetica, proponendo oggetti con una forte impronta visiva. Come DJ recentemente Jackson ha lavorato e curato remix per Gossip, Doves, DJ Hell e Franz Ferdinand, U2 oltre ad aver contribuito alla serie DJ Kicks della K7. Attualmente il suo progetto Playgroup sta preparando l’uscita del nuovo album ed è appena stato pubblicato l’acclamatissimo Metal Dance: rarità e classici Industrial/EBM/Post Punk.

[da Dancity.it]

Shit and Shine

Shit and Shine è un mostro anglo/americano (il Texas e Londra, gli avamposti), autore di un noise feroce, assatanato e ultra-tribale, spesso al servizio di improvvisazioni sterminate e monolitiche che dal vivo raggiungono forme di parossismo spesso incontrollate. Desiderosi di restare nell’ombra – non concedono, infatti, interviste – Larry Mannigan (batteria), Craig Clouse (chitarra, basso, voce, elettronica) e Frank Mckayhan (basso, chitarra, voce) hanno dato vita, in appena un lustro, ad una delle saghe musicali più affascinanti e coinvolgenti degli ultimi anni. Nei loro cerimoniali assatanati e nelle loro torbide, rumorosissime esplorazioni sub-soniche, convergono tracce di Brainbombs, Merzbow, Butthole Surfers, Boredoms, Napalm Death, Strangulated Beatoffs, Faust, Sharkbait e Thinking Fellers Union Local 282, anche se, molto più semplicemente, si può immaginare la loro musica come un connubio anarchico tra i tornado spietati dei Rusted Shut e le dissolute orge percussive dei Crash Worship.

[da Ondarock.it]

Mohammad

Attivi dal 2009 con uscite su Pan e sulla propria Antifrost, i Mohammad hanno costruito negli anni un sound inconfondibile e personale grazie all’utilizzo tutt’altro che ortodosso di strumenti come contrabbasso, violoncello e oscillatori. Il risultato è un lavoro olistico e totalizzante, giocato su timbri grevi e perentori, solenni e contemplativi. Una sorta di musica da comunità monastica post-apocalittica.

Pan Daijing

Cresciuta nella Cina meridionale, senza accesso a internet e con una limitata esposizione musicale, Pan Daijing oggi vive in Europa e conduce una ricerca artistica in cui l’attenzione ad alcuni temi di matrice asiatica – la ciclicità, la trasformazione – si fonde con uno spietato rifiuto delle rigidità, delle convenzioni e dei tabù che probabilmente permeano la società cinese. Il suo sound e ancor di più le sue esibizioni – spesso ibridi di live set e performance art, con un largo contributo di improvvisazione – sono provocanti, affascinanti e disturbanti al tempo stesso, invitanti e invadenti. Astro nascente del panorama noise contemporaneo, dopo due EP la giovane artista cinese debutta nel lungo formato con “Lack 惊蛰”, album uscito su PAN il 28 luglio scorso.

[da Soundwall.it]

Matteo Vallicelli

Matteo Vallicelli è il batterista dei Soft Moon, band con cui ha suonato in tutto il mondo, compreso un tour di spalla ai Depeche Mode. Esordisce con il suo album solista il 3 febbraio scorso, su Captured Tracks, etichetta culto di Brooklyn che negli anni ha lanciato Mac DeMarco, DIIV, Beach Fossils, e gli stessi Soft Moon tra i mille altri. Primo è un disco bellissimo, sognante, psichedelico e dilatato, che porta in un’altra dimensione. E’ il risultato dell’intricato viaggio introspettivo di un compositore che ha scelto la dimensione elettronica virandola in chiave psichedelica, sperimentando con synth, loops e drum machines, paradossalmente senza indulgere sull’elemento percussivo, in senso quasi liberatorio.

[da press kit]

BIAS di Giovanni Lami

BIAS di Giovanni Lami è concettualmente un progetto collegato alla memoria e al vuoto. Di fatto, alcuni nastri magnetici sono stati sepolti per mesi in diverse condizioni ambientali, facendo sì che il materiale ferromagnetico di supporto ed il supporto plastico stesso del nastro venissero degradati in modo totalmente imprevedibile ed irreversibile. Quei nastri poi sono stati “riciclati” e utilizzati su diversi registratori a bobina andando ad “appoggiare” tutto lo sviluppo del lavoro sull’aumento del rumore di fondo causato dalla degradazione degli agenti ambientali, inserendo nei lunghi loop i suoni dei registratori, dei nastri, di lamelle e di piccoli oggetti catturati da quattro microfoni, oltre a pochissimi campioni, restando sempre in una zona grigia di confine sonoro dove ogni piccolo evento colpisce ed influenza tutti gli altri in un cambiamento incessante.

[da press kit]

Silvia Kastel

Silvia Kastel ha studiato ingegneria del suono e musica elettronica a New York e ha seguito seminari con Joan La Barbara; collabora con Seymour Glass di Bananafish magazine e dal 2009 dirige la Ultramarine records. Presenterà a Path 2017 il suo nuovo album in uscita il prossimo ottobre sull’etichetta di culto Blackest Ever Black.

[da press kit]

 

Andrea Belfi

Uscito il 26 maggio 2017, Ore di Andrea Belfi è la prima uscita di Float, la nuova label inaugurata da Sofia Ilyas del giro Erased Tapes. Registrato alla Saal 3 del Funkhaus di Berlino, il lavoro vede il musicista elettroacustico alle prese con ciò che sa fare meglio: cinque tracce che mettono al centro l’aspetto ritmico/percussivo circondandolo di basse frequenze, venti cosmici ed altre scure modulazioni elettroniche a piegare spazio e tempo.

[da SentireAscoltare.com]

Nicola Ratti

Curatore dello sleep concert che chiuderà la quarta edizione del Path Festival è Nicola Ratti, milanese classe 1978, uno dei principali esponenti della nuova scena elettronica italiana votata alla ricerca e alla sperimentazione. Chitarrista con i Ronin e musicista poliedrico attivo da anni, il suo approccio attuale è focalizzato sulla sperimentazione analogica, il sound design e le installazioni sonore. Affianca alla carriera solista collaborazioni con Giuseppe Ielasi come Bellows e con Attila Faravelli ed Enrico Malatesta come Tilde, oltre a sconfinamenti sempre più presenti nel mondo dell’arte visiva contemporanea. È stato il curatore delle Variable Series presso lo spazio O’ a Milano, organizzatore del Festival Auna e attualmente, con Alberto Boccardi, è il curatore di Standards, Milano, luogo di incontro e approfondimento sulla musica sperimentale. Al momento lavora come sound designer e tecnico del suono live con Romeo Castellucci – Socìetas Raffaello Sanzio e Silva Costa.

[da Soundwall.it]


INFORMAZIONI GENERALI
Contributi d'ingresso

 

Giovedì 12 c/o Chiostro Soprintendenza: ingresso gratuito
Venerdì 13 c/o Teatro Camploy: 10€ | ridotto 5€ (studenti ESU)
Sabato 14 c/o Santa Marta: 10€ | ridotto 5€ (studenti ESU)
Sabato 14 c/o Colorificio Kroen (riservato soci AICS): 10€ | ridotto 5€ (neo-tesserati / possessori del biglietto di Santa Marta / studenti ESU)
Domenica 15 c/o Corte Maddalene: 10€

www.pathfestival.it
info@pathfestival.it
+39 339 6449879
+39 347 9251105

Una produzione