13-16 OTTOBRE 2017 | ART PROJECT FAIR

13ª EDIZIONE

Via XX Settembre 13

LOCANDINA-2017-XX13

L’evento è promosso e sostenuto dalla Collezione De Iorio
Si ringrazia Marina Ruggieri per la cortese concessione dello spazio

Opening: venerdì 13 ottobre, ore 19:30
Via XX Settembre 13, 37129 Verona

 

 

 

 

 

 

 

Al civico 13 di via XX settembre, durante i giorni di ArtVerona, la Collezione De Iorio propone gli interventi di tre artisti: Benni BosettoGabriele De Santis ed Helena Hladilová, invitata dall’art project Treti Galaxie.

Uno spazio inusuale, diventato espositivo per l’occasione, e articolato tra un ufficio, un cortile esterno e un ex ristorante di cui è ancora affissa l’insegna, ospiterà tre progetti autonomi, proponendo una piccola riflessione su tre differenti ricerche artistiche contemporanee.

Benni Bosetto
Flush away flush anyway, like a pile of ironic ruins

Gabriele De Santis
Segno e Disegno |  Portrait of a portrait of a Portrait

Treti Galaxie: Helena Hladilová
Le Ferseodi

 


Testi degli artisti
BENNI BOSETTO

Il rimedio contro i cattivi sogni – raccontarli subito al buco del cesso – è razionalissimo. Raccontare il sogno al cesso è purgarsene, scaricare la mente, come si scarica il corpo, nel luogo adatto. Da anni pratico questo metodo e lo raccomando a chi non sia superstizioso. La pratica è da estendere a ogni genere di costipazione mentale: libidini, fanatismi, amori, lutti, ricordi dolorosi, paure, manie, ambizioni ecc. Ti chiudi nel cesso e ti purghi, confessandoti al grande orecchio buco, che non rivelerà niente a nessuno. Il cesso è un medico onesto e un fedele amico.
Una donna per la quale nutriva una segreta passione si staccò una mano come si togliesse un guanto, e l’appese a un chiodo su una parete povera, dove c’erano altre cose, utensili strumenti per torture. L’uomo baciò la mano cercando cogli occhi la donna mutilata, che di lontano gli sorrise piangendo.
Il medico Benedetti dice di una donna malinconica e amenorroica, che una sera esce di casa nuda, entra in un bordello e qui si fa possedere 15 volte. In seguito ritrova le mestruazioni perdute, guarisce completamente dalla malinconia.

GABRIELE DE SANTIS

“Che ne pensi dell’Arte? – É un’ossessione – L’Amore? – Un’Illusione. – La Religione? – Il sostituto alla moda della Fede. – Sei uno scettico. – Niente affatto! Lo scetticismo è l’esordio della Fede. – Cosa sei, allora? – Definire è limitare.”
Era evidente per lui che il metodo sperimentale era l’unico metodo attraverso il quale si sarebbe potuto giungere ad un’analisi scientifica delle passioni e certamente GDS era un soggetto adatto e sembrava promettere risultati ricchi e fruttuosi. Questo suo improvviso folle amore per l’arte era un fenomeno psicologico di un certo interesse. Senza dubbio la curiosità vi aveva una parte importante. La parte che in essa aveva l’istinto sensuale dell’adolescenza era stata trasformata dal lavoro della fantasia e mutata in qualche cosa che, allo stesso GDS, pareva staccata dai sensi. Sono le passioni sulla cui origine ci inganniamo quelle che ci tiranneggiano di più. Le nostre motivazioni più deboli sono quelle di cui siamo consapevoli. Spesso accade che quando pensiamo di condurre esperimenti sugli altri, in realtà

HELENA HLADILOVA

Le Ferseodi. “Il tappeto ha un fascino semplice e complesso come quello di un ricordo: entrambi investiti da un gesto di posizionamento nella memoria, immersi per sempre in qualcosa che è più di semplice lana sotto ai nostri piedi”. Felix Fenon
Si narra che fin da prima che le tavolette d’argilla fossero utilizzate come supporto per proiezioni olografiche, alimentate da onde di energia emanate dalle ziqqurat, la gente assistesse a combattimenti mortali tra gladiatori e animali mitologici con il solo scopo di memorizzarne le immagini quadridimensionali sui loro dispositivi portatili.
Per realizzare la sua serie di arazzi, Helena Hladilova utilizza una Hand Tufting Gun, speciale macchina da cucire con impugnatura orizzontale acquistata durante un viaggio in India. Il lungo processo di lavorazione, caratterizzato da sequenze di gesti ripetuti e ritmati, fa affiorare animali selvaggi e mitologici che si muovono e combattono tra fogliame, vegetazione e figure astratte, creando una composizione dove forme organiche si fondono con campi di colore e linee rette, proiezione di ancestrali ricordi perduti.