13-16 OTTOBRE 2017 | ART PROJECT FAIR

13ª EDIZIONE

ArtVeronaTalk

I Talk di ArtVerona 2017 – Viaggio in Italia #BacktoItaly

a cura di Paola Tognon

Il globo terrestre è stato territorializzato, e continua ad esserlo, da viaggi di conquista o di fuga.
L’Italia, con piedi nomadi nel Mediterraneo, è parte di questa lunga storia.

L’arte ne è corrispondente, anticipatrice o interprete? Il ciclo di talk di ArtVerona 2017, a cura di Paola Tognon, percorre paesaggi e aspettative, intraprendenza e innovazioni del paese nel quale il viaggio ha rappresentato per secoli un universale percorso di iniziazione culturale.

Il riferimento e la pratica del Viaggio in Italia si deve ai due volumi del 1816 – 1817 di Johann Wolfgang Goethe che raccontano lo straordinario percorso di scoperta e studio compiuto dallo scrittore a partire dal 1788. Dalla pubblicazione dei volumi l’Italia è il centro del Grand Tour, prima e persistente strategia turistica che trasforma la lunga penisola italiana nel Bel Paese.

A parte rare eccezioni, si deve però attendere la seconda parte del XX secolo per la restituzione in chiave neorealistica, tra cinema, letteratura e arte, di un paese che sembra finalmente svelare la sua anima tra periferie e vaste urbanizzazioni, tra tradizione, persistenza e cambiamento. Ma è certamente l’articolo di Pasolini, “Il vuoto di potere in Italia” che nel 1975 interrompe, dopo la parentesi neorealistica, la retorica della ricostruzione incondizionata e inarrestabile del Bel Paese. Con La scomparsa delle Lucciole, titolo con il quale l’articolo raccolto negli Scritti Corsari è diventato famoso, Pasolini denuncia il volto di un paese che sta perdendo la sua identità “… bisogna dare via l’intera Montedison per una lucciola …”

Dall’analisi critica aperta da Pasolini nasce nel 1984 un nuovo e inedito Viaggio in Italia (esattamente questo il titolo scelto), cioè quello di Luigi Ghirri, Gianni Leone, Enzo Velati, con i testi di Quintavalle e il diario di viaggio di Gianni Celati. Un volume de Il Quadrante che accompagna una mostra di trecento immagini presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. Una nuova generazione di fotografi cambia il punto di osservazione e la pratica stessa della fotografia per restituire un bel paese del tutto inedito, lontano dalle cartoline Alinari e dagli stereotipi più consumati. E’ l’indicazione di una possibile bellezza quotidiana che, senza nascondere le contraddizioni, mostra cifre di persistenza umane prima che identitarie.

E poi l’apertura del XXI secolo nel quale l’Italia si immerge in un Mediterraneo sempre più agitato e il neo-incanto di Ghirri sembra lontano: lo stereotipo de Il Bel Paese ancora resiste ma le difficoltà sono interiorizzate tra disillusione, insofferenza e distanza. Nel 2006 le acque si agitano con il libro Gomorra di Roberto Saviano, nel 2008 con l’omonimo film per la regia di Matteo Garrone che raggiunge pubblici silenti ma larghi. Ma nel 2013, con il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino, sembra che l’attesa torni ad essere, tra le rovine della città eterna, la condizione distintiva del Bel Paese come sottolinea l’Oscar ricevuto per il miglior film straniero.

Eppure se questa brevissima e superficiale incursione nel tema del Viaggio in Italia ci indica l’alternanza di visioni e sentimenti tra la condizione quotidiana di chi vive nella penisola con i piedi nomadi nel Mediterraneo e chi “da lontano” la osserva, proprio questo tema, nella sua attualità geopolitica, può essere un indicatore rilevante per osservare e intraprendere nuovi percorsi critici e rappresentativi che hanno nelle pratiche dell’arte una testimonianza significativa.

In questa direzione mi servo di una parola inglese, serendipity, coniata nel 1754 dallo scrittore Horace Walpole per sottolineare una possibile strategia di indagine intrapresa per questo breve ciclo di talk all’interno di una manifestazione che dedica all’Italia un confronto privilegiato. Ritengo, infatti, che la capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale (è questo il concetto stesso sotteso al termine), possa diventare la strategia che permette di trasformare piccoli e grandi viaggi in occasioni che mutano il soggetto e l’obiettivo del viaggiatore, sia esso professionista del viaggio o turista appassionato. Come spesso è successo nella storia dell’Italia. In questa strategia sembra allora possibile inserire il tema dei confini che, dopo le cadute dei muri, torna ad essere di tragica e insieme metaforica attualità, accanto alla nuova flessibilità nel concetto di centro e di centralità che la globalizzazione governa con strategie inaspettate e difficili da prevedere.

Ma soprattutto attualizzare il concetto di serendipity serve a svelare in Italia il desiderio e lo sforzo di energie singolari e collettive, pubbliche e private che costituiscono un’inaspettata e vitale geografia di eccellenza “fatta in Italia”.

Voci e personalità come ….. si incontrano e si raccontano per affrontare la relazione tra arte e confine (arte ai confini), la nuova invenzione di un Made in Italy che ha scelto di condividere e rinnovare una scommessa internazionale attraverso l’arte (fatto in Italia) e infine un panel in grado di raccontare alcune fra le molte avventure d’arte in Italia che nascono dalla passione e dalla volontà di enti e individui che nell’arte intraprendono importanti percorsi di condivisione. La scommessa è quella di dimostrare che oggi più che in altri decenni, un Viaggio in Italia può essere nuovamente una sorprendente esperienza di invenzione, provocazione, innovazione.