Level 0: un progetto virtuoso per fare rete

Un format riuscito che vede la collaborazione tra direttori di musei, gallerie e artisti: la quarta edizione di Level 0 è un esempio virtuoso di networking che anche quest’anno ha dato i suoi frutti.

Ne sono un esempio le mostre in corso dedicate a Paola Pezzi, Marco Maria Zanin e Rachele Maistrello, giovani artisti scelti da importanti musei italiani che hanno aderito al format durante l’ultima edizione di ArtVerona, e quelle di Nicola Pecoraro – proposto in fiera dalla galleria Collicaligreggi, Catania – e Paola De Pietri – proposta in fiera dalla galleria Alberto Peola, Torino – che verranno prossimamente inaugurate rispettivamente al Kunst Merano Arte di Merano (9-11 giugno) e a Museion di Bolzano (6 ottobre-5 novembre).

Gestalt / Prendere forma (fino al 4 giugno), curata da Peter Assmann e Renata Casarin a Palazzo Ducale di Mantova, propone al pubblico l’opera di Paola Pezzi – proposto in fiera dalla Galleria Blu, Milano– e Roberto Remi, che con differenti linguaggi stilistici indagano i mezzi espressivi dell’arte, senza distinguere fra specificità pittorica, plastica o letteraria-visiva, in una soluzione di continuità capace di mettere in gioco la sensibilità percettiva del fruitore, dando origine a un processo di identificazione con l’artefice attraverso l’opera che assume la funzione di corpo estetico attivo.

Dio è nei frammenti (fino al 16 luglio) alla Galleria Civica di Modena, a cura di Serena Goldoni e Daniele De Luigi, attraverso le fotografie e le sculture di Marco Maria Zanin – proposto in fiera dalla galleria Spazio Nuovo, Roma – esplora il tema della memoria e delle radici nella società contemporanea mediante un’opera di reinterpretazione di scarti prodotti dal tempo; detriti e oggetti che per Zanin, sulla scorta del filosofo francese Georges Didi-Huberman, sono “sintomi” della sopravvivenza lungo le epoche di valori umani archetipici. L’indagine si muove tra la civiltà rurale del Veneto, sua regione di origine, e la megalopoli di San Paolo, dove vive alcuni mesi all’anno: due luoghi profondamente diversi nel modo di vivere il passato e il presente, ma fortemente legati dai fenomeni migratori dall’Italia al Brasile tra XIX e XX secolo.

Il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno ospita, infine, la personale di Rachele Maistrello proposto in fiera dalla galleria Metronom, Modena – One of Us – The cabinet (fino al 4 giugno), curata da Zoë De Luca.

Un progetto nato nel 2015 attorno a un appartamento veneziano in cui Rachele Maistrello ha vissuto insieme ad altre artiste. Sei fotografie di grande formato radunate qui per la prima volta, in cui le ragazze sono alle prese con dei veri e propri set allestiti all’interno della casa, dove stoffe fiorite, schiuma e cimose di lana sono solo alcuni tra i materiali capaci di tramutarsi in echi mimetici della reciproca presenza. A metà strada tra la messinscena, la performance e la fotografia di famiglia, queste immagini sono il frutto di un lavoro di scandaglio relazionale, in cui la fotografia si fa strumento d’indagine del proprio contesto di appartenenza.