ARTVERONA CON COLLEZIONE DA TIFFANY FOTOGRAFA I MILLENNIALS DEL COLLEZIONISMO:

VALORE CULTURALE, PASSIONE E STUDIO

Nell’area talk approfondito il tema collezionismo e ruolo del family officer.

Guidati dalla passione, comprano soprattutto dipinti, si informano principalmente sul web, ma non si lasciano influenzare dai social network nell’acquisto di un’opera d’arte: è il profilo complessivo delle due generazioni X e Y (X nati tra il 1965 e il 1980, Y nati tra il 1980 e il 2000) del collezionista italiano, oggetto dell’indagine realizzata da ArtVerona (Veronafiere, 13-36 ottobre) e Collezione da Tiffany, il primo blog italiano dedicato al collezionismo d’arte contemporanea. L’indagine condotta su un campione di 177 intervistati, equamente distribuiti tra le due generazioni aiuta a capire la direzione che potrebbe prendere il mondo dell’arte, e in particolare del collezionismo, nei prossimi anni nel nostro Paese. Il 44% della generazione Y dichiara che comprerebbe arte online, il 33% dei Millennials usa i social network per scoprire nuovi artisti (Facebook in testa con il 61%), ma nella scelta finale l’82% dei collezionisti delle due generazioni non subisce l’influenza dei social.

Il profilo dell’ArtLover italiano appartenente alle due generazioni analizzate, è quello di una persona di livello culturale alto, il 72% laureati o in possesso di titolo di studio superiore, percentuale che sale al 77% se si prende in considerazione solo la Generazione Y, mentre scende al 67% per la Generazione X. Più uniforme lo scenario professionale: il 31% degli intervistati è libero professionista (35% Gen X; 27% Gen Y), il 25% è impiegato (24% Gen X; 26% Gen Y), mentre solo il 15% è rappresentato da imprenditori (19% Gen X; 10% Gen Y). Interessanti anche i settori in cui gli ArtLovers intervistati lavorano: servizi (32%), commercio (17%) e arte (11%). La differenza più sostanziale tra le due generazioni sta nel reddito: un italiano nato nella Generazione X e quindi in una fascia di età che va dai 37 ai 52 anni ha un reddito medio tra i 31.000 e i 34.000 euro; mentre un appartenente alla Generazione Y ha un reddito che si aggira tra i 31.000 e i 26.000 euro.

Questi dati sono stati messi a confronto con alcune importanti ricerche sul collezionismo d’Oltreoceano, quali la U.S. Trust Insights on Wealth and Worth® del 2016 che ha analizzato i Millennials americani: diffidenti nei confronti degli art-advisor, preferiscono muoversi da soli nelle fasi di acquisto di un’opera d’arte e sono molto più “aggressivi” dei nostri connazionali, mossi principalmente dal desiderio di investire e non dalla passione.

Che il collezionismo sia uno dei pilastri di sviluppo di ArtVerona | Art Project Fair, lo testimonia non solo questo secondo step della ricerca, dopo quello affrontato lo scorso anno sullo stato dell’arte e geografia del collezionismo in Italia, ma soprattutto il fatto che il collezionista maturo – la fiera ha invitato 480 coppie di collezionisti da tutta Italia e dall’estero – e quello in nuce sono al centro del progetto della rassegna veronese, in ascesa tra le fiere italiane del settore.

Anche nella giornata di ieri, nell’area ArtVerona Talk, è stato affrontato il tema della realizzazione di una collezione o del suo sviluppo al momento di un passaggio generazionale. E in tal senso, è fondamentale la scelta di affiancarsi a un Family Office come è emerso durante l’incontro “Il collezionismo di ieri e di oggi nell’ottica dei Family office. L’arte come ponte tra generazioni”, nel corso del quale sono intervenute Patrizia Misciattelli delle Ripe, presidente AIFO (Associazione Italiana Family Officer) e Mariacristina Ragazzoni di Banca Aletti (gruppo Banco BPM). «La stesura di una carta dei valori che definisca e caratterizzi ogni specifica collezione, analizzare e studiare a fondo le opere, la loro storia e chi le realizza, stabilire un contatto diretto con gli artisti, partecipare attivamente ai momenti d’incontro del settore primi fra tutti le fiere e le aste e compiere ognuno di questi passi affiancati da un family officer possono essere la chiave di successo per dare vita o continuità ad un patrimonio artistico di valore – commenta la presidente di AIFO -. Un valore di natura anche sociale che cresce esponenzialmente quando diventa condivisione delle collezioni private con istituzioni museali pubbliche e gallerie».

«Esistono due linee per avvicinare i giovani al collezionismo. La prima è quella educativa, dove si sviluppa un percorso di conoscenza diretta e attiva, meglio se si tratta di un tipo di formazione one to one con l’art-advisor, individuandolo come una sorta di mentore artistico. La seconda è il coinvolgimento del giovane nel processo documentale e amministrativo-gestionale: la consapevolezza di tali elementi aiuta la valorizzazione della collezione stessa poiché l’archiviazione, se estremamente dettagliata, la potenzia dal punto di vista economico, artistico ed infine sociale» conclude Mariacristina Ragazzoni.