Una mostra diffusa di Marcello Maloberti nei musei associati AMACI e il coinvolgimento della rete estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di cui fanno parte gli Istituti Italiani di Cultura per dare vita a una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana: queste sono le principali novità della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo, il grande evento annuale promosso da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico.

Come in passato AMACI ha affidato a un artista la realizzazione dell’immagine guida della manifestazione, che quest’anno si svolgerà sabato 13 ottobre aprendo gratuitamente le porte di un migliaio di realtà del contemporaneo in Italia e da questa edizione anche all’estero.
La scelta dei Direttore dei musei associati è ricaduta su Marcello Maloberti, che oltre ad aver realizzato appositamente l’immagine, quest’anno sarà anche protagonista per la prima volta di una mostra personale diffusa su tutto il territorio nazionale: in questa occasione infatti i musei AMACI, apriranno gratuitamente i loro spazi e ospiteranno simultaneamente e per un giorno una selezione di opere di Maloberti, offrendo al grande pubblico la possibilità di conoscere e approfondire la produzione performativa dell’artista.

Medusa è il titolo dell’immagine realizzata dall’artista per la Quattordicesima Giornata del Contemporaneo: un ragazzo africano – a torso nudo ma con il volto celato da un casco da motociclista ricoperto di conchiglie – ci guarda fisso negli occhi attraverso l’apposita fessura. La rotondità del casco viene sostituita da una forma frastagliata e la sua funzione protettiva viene alterata, a prima vista, dalla fragilità dell’agglomerato di molluschi. La durezza dello sguardo e la fissità della posa contrastano con il senso di leggerezza generale dell’immagine che l’artista ha creato giocando con gli stilemi dell’iconografia classica: il giovane appare come una figura mitologica, una divinità riemersa dalle profondità marine, dove viveva o dove probabilmente è naufragato nel corso di un attraversamento in nave. Il suo sguardo diretto e fiero ci interroga, instaurando un dialogo silenzioso con lo spettatore, fatto di non detti e sottintesi: è uno sguardo che chiede risposte e che, ambiguamente, come nel caso di una Medusa contemporanea, potrebbe trasformarci in pietra, esercitando in noi fascino e repulsione, empatia e distacco.

 

Galleria d’Arte Moderna A. Forti / Palazzo della Ragione
Cortile Mercato Vecchio, Verona
12 ottobre > 18 novembre 2018

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