Festival e rassegne alimentate da polmoni politici artificiali.

Festival come etichette che mimetizzano le rassegne degli Stabili.

Festival del riciclo dei soliti “nomi”.

Festival vetrine senza azione, senza studio.

Festival centralizzati, confusi nelle programmazioni ufficiali, appendici della tolleranza nella pigra borghesia.

Festival autoreferenziali, benedetti da un pubblico penitente. Osannati da processioni di flagellanti, da operatori erranti, pellegrini lungo le rotte di miti ammuffiti negli ingranaggi delle amministrazioni locali.

Festival dalla ricerca sconnessa e dimentica della produzione.

Festival che non seminano, che non si radicano nel futuro di una comunità su cui ricade per qualche settimana un disordine avulso e alieno.

Quanti ne abbiamo visti.

Quindi? “Perché lo fai?”, ci direbbe Peter Brook.

Noi abbiamo chiuso, due anni di silenzio necessario, per ripartire. Creare un altro piccolo mondo.

Senza guardare al sistema, senza rincorrerlo; cerchiamo di abitarne un altro. Un po’ più in là. Un po’ obliquamente.

Un altro che abbia un senso, più che una funzione.

Il Festival significa anche “festa attiva”, non intrattenimento, non luogo del consenso.

Avamposto di un altro sistema che conosce le leggi del vecchio e ne fa cenere.

Un Festival esposto, in dialogo e pensiero “alto” per una comunità educata all’ascolto e all’invisibile.

 

Paolo Valerio & Simone Azzoni

11 ottobre ore 21

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

I am within

Di Dewey Dell
Con Gioia e Alma Pascucci
Coreografia Teodora Castellucci
Musiche originali Demetrio Castellucci
Disegno luci Eugenio Resta
Costumi Guoda Jaruševiciute
Cura Agata Castellucci
un ringraziamento speciale a Lisa Pazzaglia
produzione Societas 2018

con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”

Ogni tanto, nella quotidianità della vita, può succedere di imbattersi in qualcosa che avvertiamo come ‘troppo’, che facciamo fatica a sostenere con lo sguardo o con l’udito. Soprattutto in questi momenti, quando proviamo a cercare le parole per descrivere cosa proviamo, il linguaggio ci risulta talmente povero da gonfiare un’ombra tra noi e quello che accade: ci sentiamo soli anche se circondati da altre persone. Qualcosa rimane incastrato dentro, dietro di noi, non riusciamo a condividerlo pienamente con nessuno eppure è qualcosa che fonda la persona che siamo.
In questa solitudine – ombra irrisolvibile – si attiva una reazione potente: la capacità di diventare la difesa e il conforto di cui si ha bisogno.

La bambina in scena è immersa nella potenza della propria protezione, trasformandosi continuamente in bestie terribili e, ogni tanto, in immagini celestiali.

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 8 € / ridotto 6 €

12 ottobre, ore 18

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Lo sguardo della gallina

Presentazione del libro di Simone Azzoni – illustrazioni di Alessandro Sanna
Edizioni Lazy Dog
Con Alessandro Sanna e l’artista Maurizio Zanolli

Cos’è rimasto nella contemporaneità delle avanguardie del Novecento?
Frammenti sparsi, onde di senso, tessere esplose di un collage ricomposto dallo sguardo sghembo e cubista di una gallina. Simone Azzoni, docente di Forme e linguaggi dell’arte, rilegge quelle intuizioni poetiche e profezie programmatiche confrontandole con le voci di attori, musicisti e danzatori in un caleidoscopio espanso. Rimbalzano lo sguardo divergente le illustrazioni di Alessandro Sanna.

Ingresso dal Teatro Nuovo / ingresso libero

12 e 13 ottobre, ore 21

Cinema Teatro Alcione

Macondo

Scritto e diretto da Silvia Mercuriali
Con Susanna Dalcielo, Fabrizio Matteini, Marco Nanetti, Andrea Foa, Gemma Brockis, Silvia Mercuriali e Stella Pecollo.
Musiche originali di Tommaso Perego
Tradotto da Marina Mercuriali
Video work Suzanne Dietz
Co-prodotto da New Theatre Royal Portsmouth
Finanziato dall’ Arts Council of England
Versione Italiana co-prodotta da Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona

 

Ispirato a Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, MACONDO è uno spettacolo che coniuga la tecnica dell’Autoteatro con un sound design binaurale, una colonna sonora originale e complessa e un testo poetico per creare un’esperienza teatrale unica.

Scegliendo tra quattro livelli di partecipazione – principianti, intermedi, avanzati ed eroi – gli spettatori vengono coinvolti con un ruolo diverso nella storia che diventa palpabile davanti ai loro occhi.

MACONDO prende vita per 50 minuti in su un palco vuoto, assumendo la forma delle persone che lo popolano di volta in volta, guidate da un destino inesorabile.

Cinema Teatro Alcione / posto unico non numerato 12 € / ridotto 10 €

15 ottobre, ore 19 / 20.30 / 21.30

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Death in/of Venice 2.0 Act 1_Tazio SEXTING

Concept: Mattia Berto Arianna Novaga
Director: Mattia Berto
Imagerie: Arianna Novaga
Deus ex machina: Andrea Santini
Stylist: Ildo Bonato
Tazio is: Gianluca Bozzale

L’attualità del testo di Mann, – spiega Mattia Berto – che descrive una città colpita da un’epidemia di colera mentre la quotidianità dei protagonisti scorre inesorabile, è quanto mai riconducibile alla Venezia di oggi, contaminata da una forma di ‘pestilenza’ sotto gli occhi di tutti. L’immaterialità dell’incontro narrata da Mann diventa per noi conoscenza virtuale, fittizia, che oggi passa attraverso le App di incontri, dove sempre più di frequente si fa Sexting”. Sulla scena il giovane attore Gianluca Bozzale veste i panni di un Tazio contemporaneo, diciottenne spregiudicato che attraverso le App per gli incontri flirta, usando parole e fotografie, con il suo corteggiatore Von Aschenbach.

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 8 € / ridotto 6 €

18 ottobre, ore 20.30 / 22

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Duetto in ascolto

Di e con Camilla Monga e Zeno Baldi
allestimento e light design di Alessio Guerra
Produzione Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona
Sostegno residenziale: Colorificio Kroen
Camilla collabora con il compositore Zeno Baldi esplorando processi di accumulazione coreografica e musicale. Il suono guida il corpo in un movimento continuo in grado di percepire ogni cambiamento significativo nella musica e plasmare lo spazio circostante. Ogni stimolo visivo e uditivo diviene un segno riconoscibile per essere interpretato e tradotto in puro suono. Musicista e coreografa si fanno interpreti di una partitura nascosta per eseguire un duetto ed evocare forme e immagini. La loro è un’associazione visiva, logica ed appassionata, polifonia di immagini che si delineano man mano, pensata per inventare una sequenza di eventi, combinare nuove trame, creare forme dinamiche che ingannano spazio e tempo.

A seguire talk con gli artisti.

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 6 €

22 ottobre ore 21

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Céline

liberamente ispirato al “Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand Céline
testo di Andrea Pergolesi
regia di Giulio Boato
con Andrea Pergolesi

 

Un viaggio per cercare una luce lontana. Un viaggio di un uomo antieroico alla ricerca di un po’ di coraggio. Un viaggio in mezzo alle bassezze della guerra per cercarvi dell’umanità, all’odio per trovare uno spiraglio d’amore, un viaggio nella vita per trovarci infine un senso.
Lo spettacolo narra in modo crudo ed efficace le atrocità della prima guerra mondiale, dipingendone un affresco impietoso. Il Viaggio è un testo cupo e cinico che cela però, sotto il fango delle disastrose esperienze umane, un’enorme voglia di vivere e di amare, cercando di rispondere ad una domanda che alcuni di noi hanno smesso di porsi troppo presto: per quale motivo la vita vale la pena di essere vissuta.

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 6 €

25 ottobre ore 21

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Fábrica Negra

da Juan de La Cruz
Traduzione e regia: Francesco Pititto
Interprete: Sandra Soncini
Produzione Lenz Fondazione
La Fabbrica nella costruzione retorica e poetica di Calderón – la fábrica gallarda del universo – e il Nero che scolora i percorsi dell’eros mistico di Juan de la Cruz nello scuro e nell’oscuro dell’ascesi conoscitiva. Un corpo femminile penetra lo spazio della Grande Sala pregna dei segni della creazione artistica. Nella sua assoluta nudità il corpo umano in-cella la densità del verso poetico di Juan de la Cruz, la aggioga, la colpisce con il muscolo potente dell’umano in essere. Nella geometria rigorosa del movimento, la tensione ascetica della parola si dispone sul campo spaziale come una meccanica algebrica dell’inconoscibile: matematica di Dio.

E’ presente un nudo in scena.

a seguire

Canciones Del Alma

da Juan de La Cruz
Mise en parole e drammaturgia: Francesco Pititto
Regia: Francesco Pititto
Interprete: Sandra Soncini
Produzione Lenz Fondazione
L’esperienza della nudità e del vuoto, dell’oscurità e del divino praticate dall’attrice di Fábrica si sviluppa nel tempo teatrale maturo di Canciones del alma, spazio temporale estraneo al tempo reale che, in uno spazio di rappresentazione ristretto, costringe l’attrice a mutazioni continue. I temi della maturità e del divenire impongono autorevolezza nell’organizzazione della fabbrica del corpo – così come in quella dell’Universo, scriverebbe Calderón – e, soprattutto nell’organizzazione dell’anima contenuta al suo interno, liberata in canzoni poetico-mistiche che sondano incessantemente l’invisibile.

E’ presente un nudo in scena

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 12 € / ridotto 10 €

3 novembre ore 21 / 4 novembre ore 18

Piccolo Teatro di Giulietta – Foyer del Teatro Nuovo

Il servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
riscrittura a cura di Antonella Zaggia e Piermario Vescovo
Con Linda Bobbo, Ludovica Castellani, Michela Degano, Marika Tesser, Antonella Zaggia
Produzione Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona
In collaborazione con Teatro dell’Orso in peata – Venezia
Preziosi ritrovamenti a Dresda ci offrono materiali interessanti sulle versioni “da esportazione” delle commedie goldoniane: Il servitore di due padroni e I due gemelli veneziani. La versione di Dresda de Il servitore di due padroni è intermedia tra il primo canovaccio, perduto, e il testo che Goldoni scrive poi nel 1753 per la pubblicazione. E’ centrale in questa versione la figura di Pantalone.

L’idea dello spettacolo nasce quindi dall’intento di riproporre un classico goldoniano in una “versione da camera”, facendo riferimento alla sua forma precedente pensata come commedia “per esportazione”. La versione per teatro di figura, con un cast interamente femminile, per attrici e burattini, rientra in un progetto in corso di realizzazione per una proposta di rilancio in questa direzione.

Ingresso dal Teatro Nuovo / posto unico non numerato 8 € / ridotto 6 €

Coreografia Sociale / Social Choreography

Gioco di carte ed Installazione interattiva con il pubblico di Caterina Pecchioli

In collaborazione con Centro di documentazione della Rivera artistica contemporanea Luigi Di Sarro
Adatto per persone di ogni età, da 2 partecipanti in su

I partecipanti eseguendo contemporaneamente diverse istruzioni indicate nelle carte, danno vita alla “Coreografia Sociale”. La dinamica che nasce, porta a sperimentare e osservare simultaneamente, come semplici gesti, azioni e posizioni nello spazio influiscano nel ruolo e nella comunicazione sociale.

Produzione Associazione Culturale dello Scompiglio

Dal 12 al 18 ottobre, negli spazi del Teatro Nuovo / ingresso libero

Evento di apertura 12 ottobre dalle ore 17 alle ore 20

Evento di chiusura 18 ottobre ore 19.30

Riduzioni per Abbonati stagioni Teatro Nuovo, Cineforum Alcione, Allievi Scuola Teatro Nuovo, studenti IUSVE, Fucina Machiavelli, Are We Human

Info www.teatronuovoverona.it

Prevendite presso

Biglietteria Teatro Nuovo di Verona 15.30 – 20 (tutti i giorni esclusa la domenica) 045.8006100

Box Office, Via Pallone 16 – Tel. 045 8011154
Sportelli Unicredit Banca abilitati e Call Center Geticket – Tel. 848002008
On line: www.geticket.it

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