ARTVERONA | ART PROJECT FAIR

Free Stage

Giovani artisti presentati da artisti della generazione precedente

free-stageAmos Cappuccio, Antonio Della Guardia e Lula Broglio: tre artisti emergenti presentati da  H.H. Lim, Giuseppe Pietroniro e Daniele Puppi

Da otto anni ArtVerona pone l’attenzione su collettivi indipendenti formati da curatori e artisti, che ospita gratuitamente in fiera con una formula che l’ha fortemente caratterizzata negli intenti e nell’approccio.

Per la sua XIII edizione l’orizzonte degli Indipendenti si allarga a un nuovo progetto, Free Stage che, da un’idea di Adriana Polveroni, vedrà coinvolti alcuni giovani artisti che non saranno promossi da alcuna galleria, ma presentati da artisti della generazione precedente in un dialogo serrato tra loro, al di là del contributo di figure curatoriali.

Questa scelta non vuole marginalizzare il ruolo del curatore, né della galleria, ma intende rispondere a un’esigenza registrata tra gli artisti di rimpossessarsi di una propria centralità e della possibilità di un confronto diretto, non mediato dal sistema. Una delle urgenze maggiormente avvertita oggi dagli artisti è, infatti, spesso il bisogno di tornare a essere il soggetto attivo della ricerca e di ritracciare la propria identità al di là dei vincoli imposti dal mercato.

Si potrebbe pensare che con Free stage ci si trovi difronte a una contraddizione, data da una mostra di artisti indipendenti rappresentati con queste premesse in un contesto di mercato quale è una fiera. Ma noi pensiamo di no, perché guardiamo alla fiera come a uno dei segmenti irrinunciabili del sistema dell’arte, come a un hub di produzione culturale, che pur mantenendo ben saldo il suo carattere di mercato, apre nuovi orizzonti e offre l’opportunità di incontrare nuovi soggetti indipendenti, su cui è possibile scommettere.

Per ArtVerona 2017 H.H. Lim, artista sino-malese, arrivato in Italia a 18 anni per studiare all’Accademia di Belle Arti di Roma e da allora rimasto stabilmente nel nostro Paese, espressione quindi particolarmente significativa di che cosa può rappresentare il “Viaggio in Italia” per un artista e promotore di uno dei primi progetti indipendenti realizzati in Italia, “Edicola Notte”; Daniele Puppi e Giuseppe Pietroniro, già insieme nel progetto indipendente “There is no place like home”, terranno a battesimo alcuni giovani artisti, la cui identità sarà svelata direttamente in fiera.

 

 


I tre artisti di Free Stage
Amos Cappuccio

Amos Cappuccio (Sanremo, 1988), si diploma in Musica Elettronica presso il conservatorio “G.Verdi” di Torino nel 2017, studia Composizione per Immagini presso la Civica Scuola di Musica “C Abbado” di Milano nel 2013 e si diploma in canto jazz al Conservatorio “G.Ghedini” di Cuneo nel 2012.

Vive e lavora a Torino. Partecipa a numerosi seminari e workshop con compositori quali Lionel Marchetti, Mauro Lanza e Jean Francois Laporte e nel 2015 vince una borsa di studio per partecipare al simposio internazionale “The School of Sound” a Londra. Il suo interesse per il suono si estende in diversi settori e campi di applicazione. Ha tenuto concerti presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino, Museo Ettore Fico, Cinema Massimo, Università degli Studi di Torino e Superbudda – creative collective. Lavora inoltre come compositore e sound designer per il cinema d’animazione partecipando a produzioni nazionali e internazionali.

Dal 2014 è membro di CoMET – Collettivo Musica Elettroacustica di Torino. La sua pratica artistica/compositiva esamina i confini tra musica, suono e arte per introdurre nella forma spaziale dell’installazione una linearità temporale musicale. Nei suoi lavori invita ad un ascolto plurale usando il suono sia come materia generatrice di significati e immagini, sia come materiale da modellare capace di trovare il suo potere espressivo in una forma che si sviluppa nel tempo.

Antonio Della Guardia

Antonio Della Guardia nato a Salerno nel 1990, vive e lavora a Napoli. Nel 2014 è alla mostra se il dubbio nello spazio è dello spazio al MACRO di Roma, successivamente realizza il progetto si è intrappolato il gattino di Mattei alla Galleria Tiziana Di Caro di Salerno. Nel 2015 è a Belgrado alla Gallery Podroom/Cultural Centre of Belgrade per la mostra self-managed interest community in the Cultural Centre of Belgrade, mentre nel 2016 è in residenza alla Fondazione Antonio Ratti di Como. Nel 2017 è alla Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per la mostra sen- sibile comune. Le opere vive e alla Caja, Centro Cultural Chacao di Caracas per la mostra disio, nostalgia del futuro.

Statement

Albert Camus diceva “se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe”. Dal momento che l’arte esiste, è perché il mondo non è giusto. Il costante adattamento ad un modello lavorativo e le relative ripercussioni sulla vita personale dell’uomo, sono questioni che si articolano nello strutturarsi della mia ricerca. Aspetti che, a rontati con diversi mezzi espressivi, portano alla luce una disciplina del lavoro come vincolo abitudinale, imposto da modelli autoritari. Un atteggiamento analitico, che tenta di ribaltare, attraverso minimi interventi, le imposizioni legate all’individuo e alla sua narrazione di vita.

Lula Broglio

Lula Broglio (Sanremo, 1993) frequenta il biennio di Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove si è diplomata con Marco Cingolani. Ha fondato nel 2016 con Francesco Snote, Edoardo Piermattei, Erik Saglia e Alice Visentin, l’artist run-space Spazio buonasera di Torino. Barche Solari è la sua prima mostra personale, progetto realizzato per lo Spazio buonasera.

Statement

Nella pratica artistica di Lula Broglio la pittura, pur acquistando un ruolo fondamentale, non viene stesa su tela in maniera tradizionale ma colata su un supporto per poi essere staccata successivamente nel compimento dell’opera finale. Colori e forme conservano una vibrante tensione verso l’assoluto, alla costante, impossibile ricerca di una pittura pensante e attiva, vergine, che non ha bisogno di supporto. Colare per dipingere, sorprendersi ogni volta che si staccano i colori solidi. Un rituale sempre diverso che raggiunge l’apice quando la pittura viene rivelata,un metodo che si può apprendere solo in prima persona. I sostenitori della pittura sono strutture ideate per fiancheggiare le colate di colore. Le costruzioni rimandano ad immaginari di antiche culture.