Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha scelto Gabriele Grones (Arabba-BL, 1983) rappresentato da Boccanera, Trento-Milano, con questa motivazione:
Gabriele Grones dimostra, nelle opere degli ultimi anni e anche nei lavori più recenti, una raffinatissima tecnica pittorica unita ad una decisa maestria nell’articolare la composizione. La sua produzione si sviluppa secondo una coerente e matura scelta dei soggetti. Nei suoi dipinti, Grones riesce a creare un microcosmo magico e a vivificare in questo modo il genere della pittura di paesaggio e di figura, sfruttando le molteplici potenzialità del colore e della materia.

Gabriele Grones, Frammento, 2020, olio su tela, cm 25 x 35, courtesy Boccanera Gallery, Trento, Milano

Fondazione Modena Arti Visive di Modena ha scelto Virginia Zanetti (Fiesole-FI 1981) rappresentata da Traffic Gallery, Bergamo, con questa motivazione:
Nel campo delle pratiche performative Virginia Zanetti si distingue per il processo unificante con cui coinvolge l’individuo, la comunità e il contesto di riferimento nelle azioni collettive. I suoi interventi ridefiniscono la complessità delle relazioni umane per superare le conflittualità e riattivano quella coscienza sociale latente che è necessaria per ricostruire l’identità del singolo nella società contemporanea.

Virginia Zanetti, I Pilastri della Terra, 2017-2019, Print on Canson Baryta + Wooden Frame, cm 100 x 150 x 5, courtesy Traffic Gallery, Bergamo

Galleria d’Arte Moderna Achille Forti– Palazzo della Ragione di Verona ha scelto Andrea Carpita (Viareggio-LU, 1988) rappresentato da The Flat – Massimo Carasi, Milano, con questa motivazione:
Per la capacità dell’artista di orientare la propria ricerca verso registri visivi eclettici e complessi in grado di abbracciare la cultura occidente e quella orientale in un caleidoscopio di forme che vanno dalla pittura, alla fotografia e al digitale, nonché per la curiosità di imbattersi nei territori dell’immagine attraverso una dialettica serrata tra I vari medium espressivi andando ad esplorare la dimensione esistenziale con una fragile e precaria ironia.

Andrea Carpita, Cacao, 2020, olio su tela, cm 140 x 100 x 5,5, courtesy The Flat-Massimo Carasi, Milano

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha scelto Giulia Dall’Olio (Bologna, 1983) rappresentata da Traffic Gallery, Bergamo e Galleria Studio G7, Bologna, con questa motivazione:
La motivazione che ha determinato la scelta è, in primis, la tematica che l’artista affronta concettualmente, privilegiando la relazione uomo-natura-tempo, in linea con la ricerca che il nostro museo sta promuovendo da alcuni anni e che avrà uno sviluppo ulteriore nella prossima programmazione. Inoltre, è stata molto apprezzata l’impeccabile resa tecnica dei suoi lavori.

Giulia Dall’Olio, g8][96 d, 2020, olio su lino, 50 x 50 cm, Traffic Gallery, Bergamo

Kunst Meran – Merano Arte di Merano (Bolzano) ha scelto Babi Badalov (Lerik, Azerbaijan, 1959) e Carla Accardi (1924-2014) rappresentati da The Gallery Apart, Roma e FerrarinArte, Legnano (VR), con questa motivazione:
Siamo molto lieti di stabilire una collaborazione con The Gallery Apart (Roma) nell´ ambito del progetto Level 0 di ArtVerona, e di esporre un´opera dell´artista azerbaigiano Babi Badalov. Il suo uso politico del linguaggio per “affrontare argomenti quali l´anticapitalismo, la decolonizzazione, l´identità linguistica, la spiritualità, il misticismo, la poetica” (come Badalov scrive) è di estremo interesse e rilevanza per il mondo contemporaneo. Abbiamo inoltre trovato un accordo con la galleria Ferrarin Arte (Legnago) per lavorare assieme sull´opera di Carla Accardi – un´icona dell´arte femminile italiana che occupa un posto indiscusso nella storia dell´arte.

Carla Accardi, Il giusto errore, 2008, vinilico su tela grezza, cm 80 x 100, courtesy FerrarinArte, Legnago (VR)

Babi Badalov, Pat Riot ism, 2018, paint on fabric, cm 152 x 112, courtesy The Gallery Apart, Roma

Museo del Novecento di Milano ha scelto Gabriella Ciancimino (Palermo,1978) rappresentata da Gilda Lavia, Roma, con questa motivazione:
La ricerca dell’artista ci sembra particolarmente interessante sia per i temi affrontati, l’ecologia, l’ambiente abbinati ad una cultura “urbana”, sia per il linguaggio stimolante e per la pratica interdisciplinare. Colpisce particolarmente l’immaginario richiamato dall’artista, a metà tra la rappresentazione tradizionale botanica e la cultura figurativa underground.

Gabriella Ciancimino, Radio Fonte Centrale_Stazione Alpina_2, 2020, Tecnica mista su carta, cm 74 x 74,5, courtesy Gilda Lavia, Roma

M9-Museo del ‘900 di Mestre (Venezia) ha scelto Letizia Cariello (Copparo-FE, 1965) rappresentata da Galleria Studio G7, Bologna, con questa motivazione:
Letizia Cariello da sempre lavora sul tema della tessitura, della ricucitura e dello scavo, generando manufatti e installazioni che creano nuove forme di legame tra le realtà e i corpi. La sua opera guarda alle parole e ai simboli, provando a definire nuovi oggetti che risveglino un senso di meraviglia nel visitatore e una progressiva seduzione, capace d’incuriosire. M9 – Museo del ’900 da sempre lavora sulla memoria sedimentata e rimossa, sui gesti semplici e sulla relazione tra le persone e la realtà. Per questo il lavoro di Letizia Cariello sembra significante per la nostra missione culturale con l’obiettivo di esporre alcune sue opere e ospitarla per un talk o un laboratorio, che le permetta di incontrare le nostre comunità di riferimento.

Letizia Cariello, Piccolo calendario tondo, 2019, inchiostro e ricamo nero su lenzuolo montato su telaio, diam. cm 32, courtesy Galleria Studio G7, Bologna

Mart-Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto ha scelto Lisa Dalfino (Como, 1987) e Sacha Kanah (Milano, 1981) rappresentati da Clima, Milano, con questa motivazione:
Per Level 0 il Mart sceglie il duo Lisa Dalfino e Sacha Kanah mostrando apprezzamento per una poetica mossa dal desiderio di confrontarsi con le energie, spesso ignote, a volta ancora da immaginarsi, che animano e interpretano l’ecosistema naturale. In particolare, l’attenzione del Museo è ricaduta sulla capacità degli artisti di dare forma ed espressione piena a tale complessità, proponendo la propria opera come un denso percepito di materia e storia, scienza e cultura.

Lisa Dalfino Sacha Kanah, Almagu, 2017, Bone porcelain, face powder, cm 11 x 12,5 x 0,5, courtesy Clima, Milano

Museo MA*GA di Gallarate (Varese) ha scelto Michele Lombardelli (Cremona, 1968) rappresentato da A+B Gallery, Brescia, con questa motivazione:
L’attenzione del Museo MAGA si focalizza sul lavoro di Michele Lombardelli per l’interessante modo con cui l’artista sperimenta e estende la pittura, inglobando l’ambiente in un campo di forze, formali e cromatiche, in cui le minime variazioni del segno, gli scarti e le dissonanze dei pigmenti si caricano di un forte potere seduttivo. L’opera di Lombardelli è estremamente libera nelle scelte dei mezzi espressivi (dipinto, fotografia, disegno, serigrafia, suono) e dei supporti (tela/tavola, carta, moquette, ceramica, vinile), caratterizzata da una vocazione ambientale e da una qualità espansiva in cui scorre una costante e sottile tensione tra equilibrio e precarietà, disordine e controllo: elementi di una dialettica ancor più serrata quando l’artista performa il suono.

Michele Lombardelli, Untitled, 2020, acrilico e tempera su tela, 50 x 40 cm, courtesy A+B Gallery, Brescia

MADRE museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli ha scelto Perino & Vele (Emiliano Perino, New York, 1973, e Luca Vele, Rotondi-AV, 1975) rappresentati da Peola Simondi, Torino, con questa motivazione:
Nel corso di 25 anni di attività, Perino & Vele hanno sviluppato una linea di ricerca specifica caratterizzata dalla scomposizione e ricostruzione della materia, formalizzata soprattutto attraverso l’uso della cartapesta. Il medium prediletto richiama da un lato la tradizione artigianale e dall’altro, l’avanzamento dell’automatizzazione nei processi di produzione. La loro sperimentazione parte dalla necessità di archiviare e trasmettere le esperienze attraverso la materia tangibile, nel contesto dell’accelerazione della circolazione immateriale dei dati. Il Madre è lieto di promuovere questa pratica ospitando un talk all’interno della programmazione 2021, per innescare una riflessione sui possibili processi di archiviazione e trasmissione di una materialità che non può essere ridotta a dati.

Perino & Vele, Frog, 2014, pastello, tempera e cartapesta, cm 55 x 55 x 6,5, courtesy Peola Simondi, Torino

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente di Spoleto (Perugia) ha scelto Vittorio Messina (Zafferana Etnea-CT, 1946) rappresentato da Galleria Nicola Pedana, Caserta, con questa motivazione:
Il suo discorso plastico sul costruire e sui materiali del costruire contemporaneo, sull’architettura assente o virtuale, sul passato come evocazione o linguaggio, potrebbe rientrare benissimo nel progetto di Palazzo Collicola dove una parte dell’attività espositiva è dedicata al dialogo fra opere scultoree e installative di artisti contemporanei e l’habitat storico del Piano Nobile, che una volta era la residenza della nobile famiglia spoletina la quale ha dato il titolo all’edificio.

Vittorio Messina, Non è forse, 1989, marmo, piombo e foglia oro, cm 31 x 30 x 3, Galleria Nicola Pedana, Caserta

Palazzo Strozzi di Firenze ha scelto Giulio Alvigini (Tortona-AL, 1995) rappresentato da Mucciaccia Contemporary, Roma, con questa motivazione:
In un anno in cui il mondo dell’arte ha perso la propria tradizionale dimensione “fisica” e in cui la comunicazione, soprattutto attraverso i social network, è stata l’anello di congiunzione tra istituzioni e pubblico, ho deciso di premiare Giulio Alvigini per la sua irriverente carica comunicativa. Grazie a un linguaggio ironico capace di adattarsi all’irrefrenabile ritmo del web, Alvigini si è fatto originale interprete del sistema dell’arte contemporanea italiana, svelandone i meccanismi e i retroscena a colpi di meme. Mi pare perciò appropriato premiare una sua opera in questa inconsueta edizione online di Art Verona, per stimolare attraverso i linguaggi dei più giovani, una riflessione intorno alla nuova arte italiana.

Giulio Alvigini, Galleria Portami Via, 2020, Tessuto e stand in metallo, cm 80 × 70 × 15, courtesy Mucciaccia Contemporary, Roma

Villa Adriana e Villa d’Este di Tivoli (Roma) hanno scelto Nicola Samorì (Forlì-FC, 1977) e Pino Pascali (1935-1968) rappresentati da Monitor, Roma, e Frittelli arte contemporanea, Firenze, con questa motivazione:
Per la comune capacità, sebbene attraverso epoche e medium differenti, di mostrare le possibili commistioni tra luoghi antichi e pensiero contemporaneo. Gli artisti scelti da Andrea Bruciati, Direttore delle VILLAE, vengono quindi accostati e messi in dialogo per il modo in cui entrambi hanno saputo dimostrare l’urgenza di considerare il patrimonio culturale antico, non come antitetico ma come costante fucina di ispirazione per l’arte contemporanea.

Pino Pascali, Hawaiani, s.d., grafite e matite colorate su carta, cm 22 x 28, Frittelli arte contemporanea, Firenze

Nicola Samorì, Cammino cannibale, 2018/2019, sei affreschi strappati, cm 300 x 150, courtesy Monitor, Roma, Lisbona, Pereto

Fondazione Baruchello di Roma ha scelto Carla Badiali (1907-1992) e Carlo Gabriele Tribbioli (Roma, 1982) rappresentati da Cardelli & Fontana, Sarzana (SP) e Schiavo Zoppelli Gallery, Milano, con questa motivazione:
La scelta di Carla Badiali parte da una duplice riflessione: l’importanza dell’artista nel panorama italiano e internazionale e quello che costituisce uno degli scopi delle attività della Fondazione Baruchello, ovvero la ricerca. L’artista, nata nel 1907 è tra le presenze più storicizzate della fiera. Un Catalogo Generale dell’opera è stato pubblicato e questo costituisce una fonte di studio importante. Nonostante ciò per contribuire alla conoscenza dell’artista sia in Italia che internazionalmente la Fondazione, in collaborazione con Università italiane (Università Cattolica di Milano e Sapienza Università di Roma), intende dunque partecipare a tale obiettivo mettendo a disposizione una borsa di studio per un giovane studioso.
Carlo Gabriele Tribbioli è un giovane artista con il quale la Fondazione Baruchello ha già collaborato in passato. In relazione ad un recente progetto che l’artista ha sviluppato negli ultimi anni, durante un lungo soggiorno all’estero, la Fondazione intende collaborare con l’artista al fine di presentare, diffondere e sostenere tale progetto nelle forme che questo richiederà e in particolare con talk, esposizione di materiali, presentazione della pubblicazione riguardante questo lungo lavoro di ricerca.

Carlo Gabriele Tribbioli, Altare n°5 Baal, volpi volanti sul cielo di Kru town, Monrovia, 2018, screen painting on paper and glass, photo-print, iron frame, cm 85 x 63 x 4, Schiavo Zoppelli Gallery, Milano

Carla Badiali, Composizione, 1942, tempera su cartone, cm 36,7 x 21, courtesy Cardelli & Fontana, Sarzana (SP)

Fondazione Coppola di Vicenza ha scelto Paola Angelini (San Benedetto Del Tronto-AP, 1983) rappresentata da A plus A Gallery, Venezia, con questa motivazione:
Grande pittrice, una delle voci più autorevoli e autentiche della pittura italiana, in grado di raccontare senza recitare, e soprattutto senza ricadere nell’errore di adeguarsi alle rappresentazioni modaiole dei suoi coetanei. Riesce a coniugare padronanza tecnica, conoscenza della storia dell’arte e pathos artistico. In Angelini la pittura assurge al rango di mitologia. Il personale è mito. L’immagine è mito. Il ricordo è mito. Non esiste l’irrequietudine dell’artista, ma la fermezza di spirito nell’elevare l’immagine a mitologia della condizione umana. Quindi il padre e la madre, il centauro e la deposizione di Cristo diventano miti di una rappresentazione senza tempo. Non è la sofferenza che prevale nella pittura di Angelini, ma il mito della storia presente e passata dell’uomo. In Angelini l’immagine quasi sempre vince.

Paola Angelini, Avanti nel tempo, 2020, oil on canvas, cm 50 x 40, courtesy A plus A Gallery, Venezia

Fondazione Dalle Nogare di Bolzano ha scelto Tomaso De Luca (Verona, 1988) rappresentato da Monitor, Roma, con questa motivazione:
La pratica artistica di Tomaso De Luca si articola in una varietà di medium diversi, ma centrale rimane la ricerca sullo spazio e sull’architettura. L’artista trasforma materiali semplici in istallazioni spaziali che riscrivono il nostro modo di percepire un ambiente.
La Fondazione Antonio Dalle Nogare mira a sostenere i giovani artisti italiani ed internazionali: De Luca, nato nel 1988 a Verona, vive e lavora a Roma; la galleria che la rappresenta in Italia è Monitor.

Tomaso De Luca, The artist studio, 2020, crayon su carta, cm 21 x 20, courtesy Monitor, Roma, Lisbona, Pereto

Fondazione Giuliani di Roma ha scelto Pesce Khete (Roma, 1980) rappresentato da Colli Independent Art Gallery, Roma, con questa motivazione:
Avendo attualmente in corso una mostra di Elisa Montessori che sarà ancora visitabile nei primi mesi di 2021, ci piacerebbe invitare Khete, giovane artista, nato a Roma, che usa la pittura come medium principale, a partecipare ad una conversazione in Fondazione con la Montessori. Una conversazione inter-generazionale sulla pittura contemporanea, sull’importanza del disegno, e sulla forte sperimentazione che caratterizza entrambi gli artisti.

Pesce Khete, Senza Titolo (o istruzioni n#4), 2018, Olio di semi di lino, olio di semi di papavero, pittura spray e pastelli su carta cotone, cm 269 x 140, Colli independent art gallery, Roma

Fondazione Morra Greco di Napoli ha scelto Clarissa Baldassarri (Civitanova Marche-MC, 1994) rappresentata da Gian Marco Casini Gallery, Livorno, con questa motivazione:
L’opera di Clarissa Baldassarri possiede forza evocativa e squisitezza formale. L’idea di arrestare un ricordo visivo in un oggetto scultoreo pone il concetto di memoria sotto una nuova luce. L’irruzione della dimensione fisica in quella percettiva trasforma il processo di costruzione del ricordo in qualcosa che va oltre la soggettività. Il ricordo diviene un elemento di una cartografia universale e questo suo aspetto intimo e al contempo universale è ciò che più colpisce.

Clarissa Baldassarri, Ricordo mobile di un fermo immagine, agosto 2019, 2020, stampa su foglia PET 93 x 125 cm, elastici, cm 90 x 15, courtesy Gian Marco Casini Gallery, Livorno

Nomas Foundation di Roma ha scelto Filippo Riniolo (Milano, 1986) rappresentato da Traffic Gallery, Bergamo, con questa motivazione:
Consapevole delle influenze che i costrutti storici, politici, religiosi, economici esercitano sul rapporto con la realtà e la sua rappresentazione, l’estetica di Filippo Riniolo attraversa lo spazio socioculturale contemporaneo rivelandone criticamente strategie, fallimenti, successi che ruotano ininterrottamente intorno alla relazione tra simbolico e potere.

Filippo Riniolo, Myss Keta, 2020, Tempera all’Uovo + Foglia d’Oro su Legno, cm 90 x 59 x 2, courtesy Traffic Gallery, Bergamo

Veronafiere S.p.A.
Viale del Lavoro 8
37135 Verona
Tel. +39 045 8298111
Fax +39 045 8298288
P.IVA 00233750231

Newsletter sign up
Iscriviti

© 2020 Veronafiere S.p.A., all rights reserved