Il Premio A Collection è un premio di produzione associato a un breve percorso di residenza. L’artista vincitore, scelto fra quelli esposti dalle gallerie partecipanti ad ArtVerona 2020, ha la possibilità di disegnare un arazzo e di assistere alle fasi della tessitura: a realizzarlo è il maestro tessitore Giovanni Bonotto, che attraverso la sua guida costruisce insieme all’artista l’identità visiva dell’opera. A Collection è un progetto a cura di Chiara Casarin, che intreccia la ricerca contemporanea di giovani ma affermati artisti del panorama italiano alla visione creativa delle nuove tecniche di tessitura.

I 15 grandi arazzi realizzati finora sono stati prodotti anche con filati ottenuti dalla lavorazione della plastica riciclata, coniugando così impegno ambientale ed etico, con l’attenzione e il supporto agli sviluppi più rilevanti dell’indagine visiva contemporanea. Oltre che con questo premio, A Collection ha stabilito una partnership con ArtVerona anche per Sculpture&TheCity: l’artista che creerà la scultura per lo spazio pubblico nel 2021, realizzerà infatti il proprio progetto anche in arazzo, trasferendo così un concetto di opera capace di declinarsi attraverso linguaggi visivi diversi.

La motivazione

Il Premio residenza A Collection ha l’obiettivo di sostenere gli artisti, metterli in gioco con una nuova produzione e far loro raccontare la natura più profonda del progetto artistico in un arazzo.

La giuria composta da Giovanni Bonotto (Presidente A Collection), Chiara Casarin (Direttrice A Collection), Marcello Forin (collezionista) e Nicola Zanella (manager culturale) ha visionato le gallerie partecipanti ad ArtVerona e tutti gli artisti rappresentati e si è confrontata prendendo in esame autori appartenenti a generazioni e linguaggi molto diversi tra loro.

Il gruppo ha deciso di rivolgersi a gallerie con cui A Collection non aveva ancora attivato collaborazioni, e dopo una lunga analisi Marc Bauer, rappresentato da Gilda Lavia, Roma, è stato scelto unanimemente “per la forza del suo linguaggio pittorico e per la delicata potenza che si trova nei suoi disegni oltre che per la sfida attivata dal suo uso del colore. Per Bauer, che ha recentemente vinto il Premio Meret Oppenheim 2020, una residenza in A Collection può significare una sfida in cui misurarsi con riferimenti culturali ed espressivi inediti“.

L’artista vincitore

Marc Bauer (Ginevra, Svizzera, 1975) vive e lavora tra Berlino e Zurigo, è docente di ruolo all’Università delle Arti di Zurigo (ZHdK). Si è formato all’Ecole Supérieure d’Art Visuel di Ginevra e alla Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam.

Durante il 2020 ha presentato: “Marc Bauer: The Blow-Up Regime” alla Berlinische Galerie a Berlino, “Marc Bauer, project Prix Meret Oppenheim 2020” alla Galerie Peter Kilchmann a Zurigo, “Mi piace Commenta Condividi, A Rhetorical Figure” all’Istituto Svizzero a Milano, e “Mal Être / Performance“, De La Warr Pavillion, Bexhill on Sea, Inghilterra.

La giuria

Giovanni Bonotto, Presidente di A Collection, nel 2018 vince il premio come “Sustainable Producer” ai Green CarpetFashion Awards di Camera Nazionale della Moda Italiana presso il Teatro alla Scala di Milano e, per l’occasione, ne riveste interamente la facciata con un arazzo realizzato con filati ricavati dalla plastica riciclata. Giovanni Bonotto, cresciuto insieme agli artisti più importanti della scena internazionale, ha da sempre coltivato una filosofia che unisce la produzione artistica con quella manifatturiera in un’ottica culturale pionieristica, ed è diventato ambasciatore di un nuovo modo di pensare e di produrre.
Chiara Casarin, direttore di A Collection, è curatore di esposizioni collettive e personali di artisti contemporanei per enti pubblici e privati, è consulente per collezionisti e musei. È membro del Comitato Scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, della Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza e componente della Commissione di studio per il nuovo Bailo dei Musei Civici di Treviso. Laureata in Storia dell’Arte e PhD in storia dell’arte contemporanea. Ha pubblicato “L’autenticità nell’Arte Contemporanea”, ZeL Edizioni, Treviso, 2015. Il suo percorso professionale coniuga la valorizzazione delle collezioni storiche dei musei con la ricerca sull’arte contemporanea e l’applicazione delle tecnologie digitali per la conservazione e la divulgazione del patrimonio storico artistico. È stata direttore dei Musei Civici di Bassano del Grappa dal 2016 al 2020.
Marcello Forin (Bassano del Grappa, 1951) si interessa di arte contemporanea e di scultura africana antica: per questo percorso di ricerca, che ha intrapreso negli anni ’80, è stata fondamentale la sua passione per i tappeti caucasici che lo hanno introdotto all’astrazione formale e segnica. La collezione vede le sue prime acquisizioni nell’ambito dell’informale e delle avanguardie storiche italiane e internazionali: successivamente le sue attenzioni si sono rivolte in maniera consistente anche alle indagini concettuali, a quelle legate al corpo, alla performance e allo spazio, così come agli sviluppi più recenti dell’analisi visiva. Oggi gestisce questo patrimonio insieme alle sue figlie con l’obiettivo di far circolare le opere e tessere relazioni volte a tenere vivo il dibattito e la creazione di nuove opportunità e strategie per l’arte contemporanea.
Nicola Zanella (Brescia, 1986) è un manager culturale con una forte predisposizione al marketing e alle attività di networking. Ha iniziato a occuparsi di cultura lavorando nella comunicazione della fondazione Interarts di Barcellona. Socio fondatore di Collective, l’Associazione nata nel 2019 con lo scopo di promuovere il dialogo tra collezionisti e dare un sostegno al sistema dell’arte contemporanea in Italia, è contributor di Arteconomy24/Il Sole 24 Ore dal 2017.

Intervista a Chiara Casarin

Come nasce A Collection e perché la scelta dell’arazzo?

Chiara Casarin: A Collection nasce da un duplice desiderio: Quello di dimostrare che è possibile realizzare opere d’arte a partire da una seria (e certificata) attenzione all’ambiente e quello di unire la tradizione industriale della tessitura con la creatività contemporanea per la composizione di una collezione unica. L’arazzo è un oggetto che ha una tradizione secolare e che da sempre porta con sé le potenzialità dell’immaginazione. Nato come strumento celebrativo, come vezzo nobiliare e decorativo, come utile isolante dal clima e dal rumore, oggi l’arazzo rappresenta uno dei linguaggi possibili del contemporaneo dove, all’abilità del tessitore e alla visionarietà dell’artista si possono aggiungere tecnologie in grado di creare, per le sue dimensioni, ambienti sani, confortevoli e incredibilmente belli.

A Collection non connette soltanto la genialità di un tessitore illuminato come Giovanni Bonotto con quella degli artisti, ma supporta anche tutto il sistema dell’arte contemporanea: come funziona la produzione?

Chiara Casarin: A Collection è una associazione di promozione sociale, un meraviglioso gruppo di persone che, unite dalle stesse attenzioni per l’arte contemporanea e da visioni fortemente condivise, si prodiga nel realizzare il sogno di quegli artisti che desiderano cimentarsi con un linguaggio diverso, che ambiscono ad entrare in un mondo dove la storia dell’arte e della manifattura più accurata si incontrano per produrre nuovo pensiero. A Collection si prende cura degli artisti dalla prima bozza di progetto all’opera finita, sostiene tutti i costi di produzione e promuove con mostre e premi le opere realizzate valorizzando così gli artisti in stretta collaborazione con le gallerie che li rappresentano. Gli artisti arrivano in A Collection su invito o mediante la selezione da parte di una giuria per specifici premi e, dopo uno studio visit e alcuni incontri conoscitivi, inizia la vera e propria residenza la cui durata varia a seconda della complessità dell’opera da realizzare.

Altro nodo cruciale di questi tempi è la sostenibilità: vuoi raccontarci un po’ più da vicino il lavoro di A Collection sui filati pensati e prodotti per le opere realizzate finora?

Chiara Casarin: A Collection ha scelto il linguaggio dell’arazzo come naturale concretizzazione del connubio tra tessitura e progettazione artistica contemporanea. Gli arazzi hanno misure importanti e sono realizzati con filati di ogni tipo: spessi e opachi così come lucidi, cangianti e sottili, di tutti i colori o tonalità e possono realizzare qualsiasi tipo di immagine. Questi filati provengono in gran parte da un processo di rifilatura di plastiche riciclate. È un processo che ha valore solo se ufficializzato delle certificazioni internazionali di cui A Collection è dotata. L’attenzione nei confronti della sostenibilità però non riguarda solo l’ambiente ma anche le persone: la nostra sfida più importante è quella di creare una comunità di artisti e di persone che lavorino ad un progetto con profonde radici culturali e con una sensibilità verso l’uomo e l’ambiente di cui l’arte contemporanea può essere un importante veicolo.

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