L’edizione 2020 di ArtVerona vede la collaborazione con un nuovo partner, una realtà giovane e prestigiosa che sosterrà gli artisti Under35 presenti in fiera con un premio acquisizione. Lo Studio Montani Tesei è specializzato in diritto dell’arte, e tutela aziende e privati nel rapporto col sistema dell’arte. La sua mission si concentra in particolare su quelle forme di sensibilizzazione del mondo della cultura e del collezionismo volte a creare una consapevolezza e una adeguata conoscenza del sistema normativo vigente.
Con queste premesse, è venuta naturale l’idea di un premio acquisizione dedicato agli artisti più giovani, quelli che hanno più bisogno di supporto ma che allo stesso tempo possono essere portatori di idee che migliorino e innovino il sistema anche al di fuori del mondo dell’arte. La selezione riguarderà quindi tutti gli artisti under 35 esposti ad ArtVerona senza barriere di medium e di linguaggio!

L’avvocato Virginia Montani Tesei, fondatrice dello studio, è nata nel 1986 e commenta con un tocco di ironia la sua decisione di sostenere un premio under 35, una scelta tutt’altro che banale ma in questo caso anche molto personale: “Sostenere la generazione di creativi della mia età o più giovane mi sembra la cosa più naturale. Penso a me e ai miei coetanei nati nell’anno dell’esplosione di Chernobyl, laureati durante il crack di Lehman Brothers e che, a quasi 35 anni, devono fare i conti con il Covid che mette a rischio progetti e ambizioni. Quindi si, sostenere la mia generazione spesso definita ingiustamente quella dei bamboccioni, mi sembra il modo migliore per dare un piccolo contributo all’arte italiana in un momento così complicato”.

La motivazione

Dopo aver analizzato le 122 gallerie partecipanti ad ArtVerona, la giuria del Premio Montani Tesei Under 35  composta da Virginia Montani Tesei (promotrice del Premio), Sabrina Comin (TRA Treviso Ricerca Arte) e Sveva e Francesco Taurisano (CollezioneTaurisano) ha scelto di focalizzare la propria attenzione su quelle realtà che hanno per mission il sostegno alle giovani generazioni. Coerentemente con il concetto di #italiansystem elaborato da ArtVerona, la giuria ha scelto di concentrarsi sul sistema di gallerie italiano: sulla base di queste premesse sono state valutate le proposte esposte su Artshell, ma, proprio come se la fiera si fosse svolta in presenza, le gallerie sono state contattate per approfondire la ricerca degli artisti visionando anche altre opere e portfoli.

Dato il particolare momento che ha colpito il mondo e che ha portato a un inaridimento dei rapporti umani, la giuria ha deciso di condividere il proprio lavoro con il pubblico.  Attraverso il profilo Instagram di ArtVerona sono stati pubblicati i nomi degli 8 artisti (Clarissa Baldassarri, Ruth Beraha, Corinna Gosmaro, Nazzarena Poli Maramotti, Vasilis Papageorgiou, The Cool Couple, Aviva Silverman, Emilio Vavarella) che la giuria ha ritenuto possibili vincitori del Premio.

Il riscontro è stato al di sopra di ogni previsione: la fiera ha raccolto quasi 700 voti, e i tre artisti più sostenuti sono stati Emilio Vavarella, Clarissa Baldassarri, Vasilis Papageorgiou.

La scelta di premiare Vasilis Papageorgiou nasce “dal suo ragionamento sull’opera e la sua collocazione nel mercato. Una scommessa, un azzardo: quale definizione più calzante per descrivere il prezzo per un artista emergente? Svincolato dal materiale, dalla tecnica e spesso anche dalla dimensione, non si tratta forse, in ultima battuta, di un gentlemen agreement fra artista e collezionista? L’opera di Vasilis Papageorgiou denuncia la sua scommessa dichiarando apertamente un prezzo: sta al collezionista decidere se premiare o meno questa scommessa facendo collimare il prezzo (ex-ante e arbitrario) con il valore (ex-post ed effettivo) dell’opera”.

Vasilis Papageorgiou, 2800 €, 2019, marmo rosso intarsiato con marmo bianco, cm 40 x 33 x 2, courtesy UNA, Piacenza

L’artista vincitore

Vasilis Papageorgiou (Atene, 1991) vive e lavora tra Atene e Amsterdam. Ha studiato alla Athens School of Fine Arts e alla St. Luca School of Arts di Bruxelles.

Nel 2019 ha ricevuto il 3PackageDeal da AFK (Amsterdam Fonds voor de Kunst), ha preso parte alla prima edizione dello Stavros Niarchos Foundation Artist Fellowship Program di Atene, e ha partecipato a diversi programmi di residenza, tra cui si menziona la prestigiosa Rupert (Vilnius, Lituania).

Ha presentato il suo lavoro al Benaki Museum (Atene), alla Stavros Niarchos Cultural Foundation (Atene), al MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma), alla 6th Moscow International Biennale for Young Artists, BOZAR (Bruxelles), UNA (Piacenza). Nel 2019 è stato uno dei finalisti del Premio per l’Arte Contemporanea e i Giovani Artisti del Rotary Club Milano Brera e il suo lavoro è stato esposto e acquisito dal Fondo di Acquisizione di Milano. Papageorgiou è anche co-fondatore di Enterprise Project, un progetto di artisti e curatori attivo ad Atene dal 2015.

Intervista a Virginia Montani Tesei

Il Premio Montani Tesei è pensato da un lato per supportare la generazione under 35, da un lato per sviluppare insieme ai giovani una mentalità focalizzata sulla tutela della ricerca visiva. Una volta assegnato il Premio quali strategie pensi di mettere in campo per stimolare questo percorso?

Virginia Montani Tesei: Quello che mi ha spinto a istituire questo premio, oltre al desiderio di sostenere attivamente il mercato degli artisti Under 35 con un’acquisizione, è la volontà che si ritrova anche nella mission dello studio di aumentare la consapevolezza delle possibilità e degli obblighi legali per tutti gli attori del sistema dell’arte. Troppo spesso gli artisti non vengono considerati alla stregua di altri professionisti, il più delle volte per una mancanza di conoscenza di diritti e doveri collegati al “mestiere dell’Artista”.
Lo scopo dello studio è quello di sostenere gli artisti emergenti e non, diventando anche un punto di riferimento per sviluppare al meglio la loro professione attraverso una conoscenza capillare del diritto che la regola. Dato il target del Premio, ho pensato poi a una giuria i cui membri siano accomunati da un lato da una vicinanza generazionale con gli artisti, e dall’altro dall’impegno specifico nei confronti della produzione del presente. Il gruppo è quindi composto da due collezionisti, Sveva e Francesco Taurisano, che elaborano strategie di supporto alla ricerca visiva efficaci e attente all’emergere delle dinamiche del nostro tempo, e Sabrina Comin, project manager di TRA Treviso Ricerca Arte, che da anni propone un programma culturale di alto livello e con un ottimo risultato in termini di penetrazione del territorio. Insieme a loro condividerò non solo un percorso di scelta, ma anche uno scambio volto al sostegno attivo al sistema dell’arte, un sostegno che va ben oltre la semplice acquisizione di un’opera, ma che ambisce a sviluppare un insieme di attività pensate per approfondire il lavoro e la ricerca dell’artista.

Lo Studio Montani Tesei ha la sua sede principale a Roma e si occupa esclusivamente di diritto dell’arte. In un momento storico come questo, in cui le opere hanno sempre più una condivisione digitale, che consiglio daresti ai giovani artisti sul fronte della tutela del loro lavoro?

Virginia Montani Tesei: Il primo consiglio che mi sento di dare agli artisti oggi è di creare sin da subito il loro Archivio anche e soprattutto in vista del sovra utilizzo che si fa oggi delle immagini dei lavori. Quello che deve essere chiaro è che lo sviluppo di internet e dei social network è al contempo una grandissima opportunità ed un rischio concreto. Gli artisti di oggi vivono un’epoca di grandissima velocità in cui le informazioni possono raggiungere i quattro lati del globo in un istante ma, come contropartita, questo richiede che si mettano in atto dei meccanismi di tutela attiva per combattere la sostanziale mancanza di controllo sulle immagini una volta pubblicate in rete.

E a un collezionista?

Virginia Montani Tesei: Con i collezionisti stiamo facendo un lavoro differente. Gran parte del collezionismo familiare in Italia viene da anni in cui non si prestava molta attenzione alla gestione ed organizzazione della collezione. In Italia, ancora oggi, considerare la propria collezione anche come un asset familiare o societario è ancora da molti considerato inappropriato quando invece l’amministrazione efficiente e la valorizzazione della collezione costituiscono per il collezionista un vera e propria risorsa a disposizione sia della crescita e della valorizzazione della collezione sia, per l’altro estremo, a costituire il collaterale in un’operazione di art finance.

Virginia Montani Tesei

L’Avvocato Virginia E. Montani Tesei è il fondatore dello studio legale Montani Tesei. Laureata in giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata ha conseguito i suoi studi tra l’Italia e la Spagna. In seguito alla laurea ha perfezionato i suoi studi con dei corsi di perfezionamento in diritto dell’arte presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e successivi master in materia presso prestigiose università italiane. In seguito ad esperienze in studi legali internazionali, l’avv. Montani Tesei fonda il suo studio specializzato in diritto dell’arte e beni culturali, dove assiste clienti privati e istituzionali (quali gallerie, fondazioni e musei), nazionali ed internazionali, per gli aspetti relativi alla protezione, circolazione, gestione, valorizzazione e trasmissione dei patrimoni artistici e culturali. Lo studio inoltre assiste i Propri Clienti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione volti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali pubblici e privati. Lo Studio sostiene il dialogo con le istituzioni nazionali, le Soprintendenze ed il MIBACT, offrendo assistenza anche nella fase patologica dinanzi alla magistratura ordinaria ed amministrativa. Autrice di numerosi saggi sulla materia, professore di diritto dell’arte e beni culturali presso il Master “Management dell’Arte e dei Beni Culturali” della Giunti Accademy e relatrice invitata a master dell’Università LUISS di Roma. Membro della Commissione per il Diritto dell’Arte del network internazionale BusinessJus.

Sabrina Comin – TRA Treviso Ricerca Arte

Sabrina Comin, classe 1982, è laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bologna. Dopo un’esperienza all’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne – Australia e quattro anni presso la Galleria Michela Rizzo di Venezia è, dal 2012, Project Manager dell’Associazione TRA.
TRA Treviso Ricerca Arte dal 2007 ha come missione la promozione e la divulgazione dell’arte contemporanea a partire dal proprio territorio, con un’attenzione particolare verso il sostegno di giovani artisti e l’interazione tra il mondo dell’impresa e quello dell’arte. L’interscambiabilità, il fermento e la tensione verso la scoperta sono lo specchio della natura poliedrica di TRA, che letteralmente vuole stare in mezzo, fra le cose e le persone, ponendosi come uno spazio laboratoriale, come mezzo di interazione, come generatore di bellezza e dei benefici effetti sociali che ne conseguono.

CollezioneTaurisano

La CollezioneTaurisano è una raccolta privata di arte contemporanea con base a Napoli. Avviata negli Anni Settanta da Paolo Taurisano, continua ad arricchirsi grazie alla passione di suo figlio Francesco, insieme alla moglie Sveva D’Antonio. Il focus attuale della collezione è rivolto a living artists che in qualche modo si occupino di tematiche legate alla nostra contemporaneità. Non ci sono restrizioni sui medium scelti ma un’attenzione al processo di sviluppo dell’opera quando il rapporto con l’artista lo consente. La collezione ora comprende più di 400 opere.

Francesco gestisce da subito insieme al padre e al fratello l’azienda di famiglia, leader nel settore della commercializzazione e distribuzione di Articoli Tecnici Industriali in Italia e in Europa.
Condivide con il padre la passione per l’arte fin da piccolo e ciò lo porta a studiare e ad approfondire l’arte italiana degli anni ’70 ma non solo. Grazie all’amicizia con un gallerista napoletano scopre e inizia a collezionare alcuni artisti della transavanguardia italiana per spostarsi poi su movimenti più europei come il Nouveau Realisme e il movimento nucleare. L’arte lo porta a viaggiare tanto, altra sua grande passione, e a conoscere poi quella che sarà la sua futura moglie Sveva. Amante della lirica e della canzone d’autore che ascolta però nella sua casa napoletana non amando i contesti troppo affollati.

Laureata in Storia dell’Arte presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli nel 2013 con una tesi su come certi tipi di film possono trasformarsi in opere d’arte ed entrare negli spazi museali.
Sveva D’Antonio dopo vari stage in gallerie d’arte contemporanea a Napoli e a Bruxelles, ha iniziato a lavorare presso la galleria Laveronica di Modica inizialmente come assistente e poi nel 2016 diventa socia fino a questo anno. Sveva lascia la galleria per nuovi progetti lavorativi. L’arte è lavoro e passione per Sveva che condivide con suo marito Francesco dall’inizio della loro relazione. Potremo anzi dire che fu l’arte a far scoccare la scintilla.

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